Afghanistan. Soldati governativi filo-talebani uccidono sei americani in 24 ore

Pubblicato il 12 agosto 2012 13:25 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2012 14:23

Soldati governativi afghani

KABUL, AFGHANISTAN -Il fenomeno noto come ‘Green on Blue’ (afghani considerati alleati che sparano a militari Nato) e’ letteralmente esploso negli ultimi giorni in Afghanistan dove in 24 ore sei soldati americani sono stati uccisi nella provincia meridionale di Helmand creando perplessita’ e timori su modalita’ e tempi del ritiro entro il 2014 dal paese della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

Gli incidenti, subito rivendicati dai talebani, sono avvenuti sabato a distanza di poche ore l’uno dall’altro nei distretti di Sangin e di Garmser, e si sono aggiunti ad almeno altri due episodi dello stesso genere registrati negli ultimi sette giorni. Pur se (salvo per gennaio e marzo) il numero delle vittime subite dall’Isaf e’ costantemente sceso nel 2012 rispetto all’anno precedente, gli attacchi del tipo ‘Green on Blue’ provenienti da afghani all’interno delle basi congiunte sono invece fortemente aumentati.

Da gennaio 2012, infatti, vi sono stati 26 incidenti che hanno causato la morte di 34 militari stranieri, con un incremento di ben oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel 2007-2008 gli incidenti di questo tipo furono solo quattro con altrettante vittime straniere. L’ultimo episodio in ordine di tempo e’ avvenuto sabato sera nel distretto di Garmser: un dipendente civile afghano di una base mista, ha indicato il maggiore americano Lori Hodge, e’ riuscito ad impossessarsi di un’arma, lo ha ucciso ed e’ stato subito arrestato dopo il suo gesto.

Il presidente Hamid Karzai ha decisamente condannato domenica gli ultimi due cruenti attacchi ordinando approfondite inchieste e sostenendo che ”il nemico che non vuole vedere l’Afghanistan disporre di una forza di sicurezza efficiente colpisce ora gli addestratori stranieri”. Al riguardo il capo della polizia di Helmand, colonnello Abdul Nabi Ilham, ha assicurato all’agenzia Pajhwok che ”e’ evidente che i talebani stanno operando per creare sfiducia nella cooperazione fra le parti in materia di sicurezza”.

Da parte sua il portavoce dell’Isaf, generale Gunter Katz ha rivolto un appello al realismo sottolineando che ”quanto e’ accaduto non riflette la situazione esistente nel paese”. Non si deve dimenticare, ha detto, che ”abbiamo 500.000 agenti e soldati che lavorano quotidianamente con noi spalla a spalla esaltando la loro fiducia e la loro cooperazione con l’obiettivo di lottare per un futuro migliore per l’Afghanistan”.

Katz ha quindi ricordato che, d’accordo con il governo di Kabul, ”da qualche tempo e’ stato migliorato il meccanismo di reclutamento dei membri delle forze di sicurezza afghane”. Infine Bryan Watson, direttore per la progettistica delle forze Usa in Afghanistan, ha sostenuto che le decisioni prese della Nato a Lisbona sul ritiro delle forze dall’Afghanistan entro il 2014 vengono applicate e che ad oggi 400 installazioni militari dell’Isaf sono state chiuse o consegnate ai partner locali, ”a riprova del fatto che l’assunzione di responsabilita’ da parte degli afghani continua senza sosta”.

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