Afghanistan, spiragli di trattativa: i talebani offrono collaborazione all’Onu sulle vittime civili

Pubblicato il 16 agosto 2010 12:35 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2010 12:35

I talebani afghani aprono uno spiraglio di trattativa  e propongono la creazione di un comitato congiunto con responsabili dell’Onu e della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) per indagare sulle vittime civili del conflitto in corso nel paese.

In una risposta pubblicata sulla loro pagina web alle statistiche diffuse giorni fa dalla rappresentanza Onu in Afghanistan (Unama) secondo cui i tre quarti delle vittime civili sono dovute agli insorti, un loro portavoce, Zabihullah Muhajid, ha respinto la responsabilità e ha avanzato la proposta di costituire l’organismo che ”dovrebbe avere la libertà di muoversi nelle aree colpite per raccogliere informazioni precise”.

La disponibilità degli insorti fa eco ai segnali di dialogo lanciati dal capo della missione Isaf  in Afghanistan Petraeus. Secondo il generale statunitense, infatti,  una riconciliazione ”è possibile”, anche dialogando con chi ha le “mani sporche di sangue”. ”Non significa che il Mullah Omar (leader dei talebani, ndr) si presenterà presto nel centro di Kabul con le mani alzate e giurerà sulla costituzione afghana, ma c’e’ la forte possibilità di reintegrare talebani a diversi livelli, una cosa che potrà essere definita riconciliazione”, ha spiegato il generale.

Del comitato, si dice ancora, dovrebbero fare parte rappresentanti speciali della Organizzazione della Conferenza islamica (Oci), di organismi di difesa dei diritti umani dell’Onu, oltre che dell’Isaf e dell’Emirato islamico dell’Afghanistan (nome con cui gli insorti identificano lo Stato afghano.