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Afghanistan. Gli Stati Uniti cambiano politica e pensano di avviare negoziati coi Talebani.

Combattenti talebani

La Casa Bianca avrebbe deciso di avviare negoziati con i leader talebani in Afghanistan tramite intermediari, un’idea verso cui in passato si era mostrata tiepida, a quanto riferisce il Guardian.

Secondo il quotidiano britannico, il governo di Washington è ancora ufficialmente contrario a trattare con gli insorti, ma dietro le quinte sono in atto cambiamenti, e l’amministrazione sta esortando il presidente afghano Hamid Karzai affinchè prenda l’iniziativa con i ribelli.

Un’alto funzionario della Casa Bianca ha detto: ”C’e’ un cambiamento di opinione. Non esiste una soluzione militare il che significa che occorre trovarne un’altra”. Il presidente Barack Obama, scontento di come sta procedendo la guerra, ha ricordato ai suoi consiglieri per la sicurezza nazionale che durante la sua campagna elettorale nel 2008 ha auspicato negoziati con i talebani.

Contatti preliminari sono stati già avviati e i negoziati sarebbero condotti in segreto attraverso una rete di contatti, probabilmente con la partecipazione del Pakistan e dell’Arabia Saudita, o di organizzazioni che sono collegate ai talebani. ”Non sarà facile e l’intera faccenda potrebbe durare anni”, ha detto al Guardian una fonte diplomatica.

Il cambio di atteggiamento da parte di Washington giunge mentre è in preparazione la più grande riunione internazionale a Kabul negli ultimi 40 anni, con la partecipazione, tra gli altri, del segretario di Stato Hillary Clinton e il segretario generale dell’onu Ban Ki-moon. Tema dominante della riunione sarà la ”reintegrazione” di truppe combattenti talebane previa la cessazione della lotta armata.

Mesi orsono Richard Holbrooke, emissario speciale di Obama in Afghanistan e Pakistan ha tracciato una distinzione tra ”reintegrazione”, che gli Stati Uniti appoggiano, e ”riconciliaione” che invece non vogliono.

Negli Stati Uniti il malcontento per come sta andando la guerra in Afghanistan sta crescendo, e membri della commissione esteri del senato la settimana scorsa si sono lamentati con Holbrooke per quella che percepiscono come una inesistente strategia per por fine alla guerra e riportare le truppe a casa.

Per qualsiasi gruppo o organizzazione che voglia partecipare ai negoziati gli Stati Uniti hanno posto tre condizini: fine di qualsiasi legame con Al Qaeda, fine della violenza e accettazione della costituzione afgana. Ma un diplomatico pakistano ha definito ”illusorie” queste condizioni, che, ha detto, gli Stati Uniti ”non possono imporre perchè stanno perdendo”.

Alcuni esperti di affari afgani, scrive il Guardian, dubitano che i negoziati possano avere successo. Peter Bergen, esperto di Afghanistan e Al Quaeda, ha detto che la strada del negoziato è irta di problemi, non ultimo il fatto che i talebani non accetterebbero negoziati ”nel momento in cui pensano che stanno vincendo”.

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