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Afghanistan. Violenza e frodi rischiano di far fallire le elezioni

Dopo le travagliate elezioni presidenziali dell’anno scorso, sia il governo afghano che i suoi sostenitori stranieri sono sotto forti pressioni affinchè il voto parlamentare del 18 settembre possa essere credibile.

L’ultima volta, scrive il Nyt, l’insicurezza, l’inadeguata sorveglianza e frodi ovunque hanno condotto ad una lunga disputa che ha guastato le relazioni tra il presidente Hamid Karzai e i suoi alleati occidentali al puto che tuttora incrinano la fiducia tra le parti.

Mentre i comandanti americani attendono di poter ritirare le loro truppe l’anno prossimo, vorrebbero vedere che il governo di Kabul è capace di fare da solo. Ma già fin d’ora diplomatici ed esperti occidentali stanno ridimensionando le aspettative riguardo alle elezioni, mentre gli afgani sono sempre più disillusi e fatalisti circa le prospettive della democrazia.

Dallo scorso anno la sicurezza è molto peggiorata, tanto da rendere più difficile il compito degli osservatori presso i seggi elettorali. Svariati candidati hanno lamentato che non possono raggiungere i distretti dove vorrebbero fare campaga elettorale perchè troppo pericolosi.

Un quadro molto oscuro della situazione l’ha fatto l’analista politico Haroun Mir, candidato a Kabul. Dice: ”Nel sud non ci saranno libere e accettabili elezioni. E’ impossibile in quella zona aprire molti seggi e garantirne la sicurezza, quindi nella metà del Paese non vi saranno elezioni affidabili”. Le aree a rischio ora includono anche le province di Kunduz e Baghlan nel nordest.

Pericolosa è ora anche l’area delle vicinanze Badakshan, dove 10 impiegati elettorali sono stati uccisi la settimana scorsa, e ci sono aree di instabilità nel nordovest. Una delle principali preoccupazioni è che la mancanza di sicurezza favorirà le frodi elettorali, specialmente con la creazione delle”urne fantasma” come l’anno scorso, quando centinaia di schede sono state assegnare ad un singolo candidato – in genere Karzai – in luoghi dove in realtà non si era nemmeno votato. Di conseguenza i funzionari elettorali hanno dovuto gettare via oltre un milione di voti.

L’anno scorso, diplomatici ed osservatori internazionali sottovalutarono la possibilità di frodi diffuse fino a quando divenne troppo tardi per fare qualcosa. Dopo che furono presentate centinaia di proteste, i diplomatici e gli osservatori chiesero spiegazioni a Karzai, cosa che il presidente, imbarazzato, prese come un tradimento.

Questa volta le cose andranno diversamente. I funzionari internazionali si terranno a debita distanza dalle elezioni, sottolineando che ”sono condotte dagli afgani”, anche per distanziarsi fin da adesso da risultati poco credibili.

Ma non sarà facile neanche con questa presa di distanza. Se le frodi dovessero essere massicce, porrebbero gli oltre 130 mila soldati della coalizione nell’imbarazzante posizione di agire come garanti della sopravvivenza e della sbabilità di un governo la cui legittimità è sempre più in dubbio,

In tutto questo bailamme  presidente Karzai  non sembra molto preoccupato della sicurezza.  ”La sicurezza è certamente una preoccupazione”, ha detto in proposito il portavoce presidenziale, Aheed Omar, ”ma quello che è importante, e che il presidente vuole sia considerato preminente dalle forze afgane e dai nostri alleati internazionali, è che le elezioni siano oneste” .

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