Afghanistan: Wikileaks, il complice di Manning sarebbe uno studente del Mit di Boston

Pubblicato il 1 agosto 2010 21:17 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2010 21:20

Soldati Usa in Afghanistan

Un file enorme, pari a 1.4 GB, da alcuni giorni fa capolino dal sito di Wikileaks. È pubblicato sulla pagina dedicata alla guerra in Afghanistan e secondo alcuni hacker americani, come quelli che lavorano per Cryptome, un altro sito-spia, si tratterebbe della “assicurazione sulla vita” di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks: se all’hackers più famoso al mondo dovesse mai succedere qualcosa, quel gigantesco file si ”aprirà” e rivelerà  nuovi scomodissimi ”segreti militari”. Come, per esempio, le immagini della strage di civili compiuta dagli americani nella notte tra il 4 e il 5 maggio del 2009 a Gerani, in Afghanistan, dove in seguito a un raid aereo rimasero uccise decine di civili (147 secondo le autorità afghane, tra cui molti bambini).

Il nuovo file è  solo l’ultima delle novità che negli Stati Uniti continuano ad emergere sulla vicenda Wikileaks. Secondo quanto pubblica oggi il Boston Globe, gli investigatori che indagano sulla fuga di notzie sono riusciti a risalire ad un complice di Bradley Manning, il soldato dell’intelligence militare americana che sarebbe all’origine del caso, la “talpa” che ha girato ad Assange i file classificati. Si tratterebbe di uno studente del Mit di Boston, un hacker che insieme ad altri è specializzato nella “forzatura” di sistemi informatici sicuri.

Il giovane, intervistato dal Boston Globe a patto che il suo nome non venisse pubblicato, ha confermato di conoscere Manning, ha confermato di essere un hacker, ma ha negato di avere nulla a che fare con il caso Wikileaks. ”Con Manning ci saremo scambiati in tutto una decina di email su argomenti di secondaria importanza” ha detto. Il giovane ha peraltro confermato al Boston Globe di essere già stato ascoltato dalle autorità nelle settimane scorse in seguito ad una precedente fuga di notizie di documenti classficati (il video ripreso da un elicottero di una srage di civili fuori Baghdad), e di aver dimostrato di non aver nulla a che fare con Wikileaks.

Resta il fatto che negli Usa continuano a crescere i sospetti sulla potenziale ”pericolosità” del mega file fatto apparire sul sito. Il sito Huffington Post riporta oggi che Manning in passato confidò ad un altro hacker, Adrian Lamo, di aver girato ad Assange una serie di file diversi da quelli finora pubblicati. Secondo voci non confermate, si tratterebbe di oltre mezzo milione di documenti relativi ad operazioni militari in Iraq tra il 2004 e il 2009.

Manning avrebbe detto di aver dato ad Assange anche un video sulla strage di Gerani, uno degli episodi piu’ gravi della guerra in Afghanistan: nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2009 due raid aerei americani uccisero nei due villaggi afghani di Ganj Abad e Gerani, nella provincia occidentale di Farah, un alto numero di civili. Furono avviate due inchieste, una americana, l’altra afghana. Gli Usa parlarono di un numero di vittime contenuto tra le 20 e le 30, mentre il presidente afghano, Hamid Karzai, parlò di oltre 140 morti, tra cui molti bambini.