Al generale Petraeus la guerra in Afghanistan che ha sempre voluto combattere

Pubblicato il 24 Giugno 2010 11:41 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2010 21:20

Il generale David Petraeus

Alla fine del 2008, dopo aver contribuito a salvare l’Iraq dalla catastrofe, il generale David Petraeus era pronto per andare a combattere l’altra guerra americana. ”Ho sempre pensato che l’Afghanistan sarebbe stato un osso più duro” disse a quel tempo.

Ora, scrive il New York Times, il fardello è sulle sue spalle, nel momento decisivo in cui il presidente Barack Obama cerca di bloccare il deteriorarsi della situazione sul terreno e riprendere l’iniziativa nella guerra che dura ormai da nove anni, la più lunga nella storia degli Stati Uniti.

Sotto vari aspetti, Petraeus viene inviato in Afghanistan quando vi prevale lo stesso scenario che esisteva tre anni fa in Iraq, quando la situazione sembrava disperata per un numero sempre più grande di americani e dei loro eletti rappresentanti.

Ma, rileva il Nyt, c’è una differenza cruciale: in Iraq il generale fu chiamato per invertire la fallita strategia del precedente comandante. In Afghanistan Petraeus dovrà continuare a mettere in pratica la strategia concordata assieme al generale Stanley McChrytal, e sarà ritenuto direttamente responsabile del suo successo o del suo fallimento, mettendo così a rischio la reputazione che si è fatto in Iraq.

Il Generale Petraeus, 57 anni, ha numerose qualità: fascino, un’acuta intelligenza e un’incrollabile volontà di vincere. Un abile negoziatore, a suo agio con il pubblico e con la stampa, Petraeus si distinguerà probabilmente dal suo predecessore per la capacità politica che lo ha guidato attraverso i più difficili momenti della controffensiva in Iraq.

In Iraq Petraeus ha rovesciato le sorti della guerra non inviando 30 mila soldati a Baghdad, ma raggiungendo accordi con i leader ribelli che nei precedenti quattro anni erano nemici giurati degli americani. La controffensiva, conosciuta in Iraq come ”il risveglio sunnita”ha dato inizio al significativo declino della violenza che dura in gran parte ancora oggi.

Ma l’Afghanistan è una guerra molto diversa in un Paese molto diverso. Mentre l’Iraq è un paese urbanizzato ricco di petrolio con una istruita classe media, l’Afghanistan è un Paese frantumaato, il cui tessuto sociale e le cui infrastrutture sono state rovinate da 30 anni di guerra. In Iraq i ribelli erano nelle città, in Afghanistan sono sulle montagne e nei deserti.

Per vincere Petraeus avrà bisogno di tutte le sue capacità, e una dose di buona fortuna come quella che l’ha assistito in Iraq. Anche perché allo stato attuale delle cose ogni aspetto della guerra in Afghanistan sta andando male: la campagna militare contro la strategica città di Kandahar ha incontrato diffusa resistenza da pate del pubblico; il presidenze Hamid Karzai si sta dimostrando erratico e imprevedibile; e i talebani stanno resistendo sempre più tenacemente.

Petraeus assume il comando della guerra in Afghanistan 6 mei dopo l’inizio della strategia che in 18 mesi deve mostrare a Obama significativi progressi. Ancor prima, il presidente e i suoi consiglieri condurranno una ”valutazione strategica” che sarà di fatto un rapporto sull’andamento della guerra.

Dopodichè, nessuno sa cosa farà Obama.