Al-Nasser (Onu): “La primavera araba porterà la democrazia”

Pubblicato il 2 Dicembre 2011 10:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2011 10:59

ROMA – ''Per voi è la primavera araba'. Io preferisco parlare di risveglio: il 2011 coi suoi cambiamenti di governo è stato un passaggio davvero storico per il mondo arabo. L'attenzione è stata spesso concentrata sull'Egitto, dove ora si vota. Ma ci sono anche le elezioni in Tunisia, quelle in Marocco, le consultazioni annunciate dallo Yemen per il prossimo febbraio''. Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Nassir Abdulaziz Al-Nasser, il presidente dell'Assemblea generale dell'Onu oggi in Italia per incontri ufficiali con le autorità italiane e per presiedere un vertice della Fao.

''La democrazia degli arabi va basata sulla cultura e le tradizioni di questo mondo – spiega -: non possiamo importarla dall'Europa o dagli Stati Uniti. Ma attenzione, parliamo di valori che non ci sono affatto estranei: il mondo arabo in passato ha avuto anche governi democratici e per periodi abbastanza lunghi. Poi, purtroppo, rivoluzioni e dittature hanno prodotto una sorta di sequestro della democrazia'. Ora, finalmente, si riaprono le porte''. Servirà ''tempo'', ma per Al-Nasser ''la svolta è comunque salutare''.

A proposito della crisi in Siria, prosegue, ''la Commissione dell'Assemblea generale che si occupa dei diritti umani ha adottato di recente una risoluzione di forte condanna per violazioni continue, gravi e sistematiche dei diritti essenziali dei cittadini siriani, perpetrate dalle autorità di Damasco. Dopo quel pronunciamento si è mossa la Lega Araba che ha chiesto con forza alla Siria di cambiare rotta. Sfortunatamente quel regime non ha compiuto i passi necessari. Ciò ha spinto la Lega Araba a varare un pacchetto di sanzioni. E una novità straordinaria: perla prima volta questo organismo affronta i problemi interni di uno Stato membro''.

In Libia, aggiunge, ''l'Onu è impegnato in una missione di supporto e ha ottenuto impegni dal governo provvisorio sul ritorno al rispetto dei diritti umani e sul varo di una riforma della Costituzione, con libere elezioni da organizzare entro 8 mesi. Un processo nel quale l'Italia, che ha una relazione storica con la Libia, potrà giocare un ruolo molto importante".