Londero, manager delle hostess, portò l’ultima lettera di Gheddafi

Pubblicato il 25 ottobre 2011 16:19 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 20:02

ROMA, 25 OTT – Alessandro Londero, manager di Hostessweb, non sarebbe solo l’uomo che ha selezionato e portato alla “corte” romana di Muammar Gheddafi le 536 giovani donne che hanno ascoltato il rais nei suoi discorsi sul libretto verde. Londero, scrive il Corriere della Sera, era anche un amico del rais, da lui visitato molte volte negli anni. Tanto amico che il colonnello gli avrebbe affidato l’ultima lettera destinata all'”amico” Berlusconi.

La lettera, pubblicata ieri da Paris Match,  contiene parole di amicizia e comprensione. Ma la prima versione, rimasta allo stato di bozza, era tutt’altro che amichevole. “Era un messaggio che poteva essere mal interpretato, ha detto Londero al Corriere della Sera, cominciava con un’apertura, c’erano poi rigurgiti di velate minacce, e io dissi loro che un messaggio così non serviva a nulla”.

Arrivato a Tripoli insieme alla moglie e a sei amici per “rendersi conto della realtà dei fatti”, Londero avrebbe intavolato con gli uomini di Gheddafi un lavoro di limatura della bozza: “Il messaggio andava comunque interpretato, per me non andava bene così com’era. Consigliai di modificarlo. Ma per rispondermi impiegarono due giorni. Di mezzo c’era il Ramadan, comunicavamo solo di sera o a notte fonda. Di giorno a Tripoli si vedevano solo gli aerei della Nato che scorrazzavano liberi e bombardavano qua e là”.

Il cinque agosto a Londero arriva finalmente la versione definitiva, approvata da Gheddafi e glossata di suo pugno: “Per dimostrarlo basterebbe una perizia calligrafica”, ha detto Londero al Corriere della Sera.

Londero la fa tradurre dall’arabo al francese e la rispedisce al mittente, in attesa del protocollo ufficiale e della sigla autentica del leader libico. Solo che in quei giorni a Tripoli la situazione precipita:”Rimandai in Italia mia moglie e gli amici e rimasi ad aspettare una risposta per due giorni”. ma nessuno si fece vivo.

L’imprenditore tornò in Italia e consegnò a Palazzo Chigi la bozza definitiva: “I consiglieri diplomatici del premier sembravano molto interessati, ma non diedero seguito alla richiesta di Gheddafi”. Il 22 agosto i ribelli entrano a Tripoli. Il 20 ottobre Gheddafi è stato giustiziato.