Ad AltaRoma sfila il Tricolore di Gattinoni

Pubblicato il 31 Gennaio 2011 21:21 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2011 22:38

ROMA – Omaggio al Tricolore con invito ”all’unità e al silenzio” e stile metropolitan chic, nella collezione di Gattinoni disegnata da Guillermo Mariotto, che ha sfilato domenica 30 gennaio a S.Spirito in Sassia. Miss Italia 2010 Francesca Testasecca indossa l’abito Tricolore con la corona turrita in testa, simbolo e volto dell’Unita’ d’Italia. Ma invita con un gesto al raccoglimento, al silenzio.

Con un monito preciso che allude all’eccesso di polemiche: ”L’Italia si desti – spiega Stefano Dominella presidente della maison – vuol dire pensiamo che il nostro Paese 150 anni fa ha avuto un Risorgimento e che bisogna dire basta a tutto il fango che c’è stato dopo l’Unità”. La collezione vuole essere un invito ”a riscoprire la vitalità del superfluo che rifiorisce dalle rovine come grande segno per fortuna nostra di italiani, di quanto sia vivo in noi il bisogno di grazia, di un accenno di bellezza…”come scriveva la grande giornalista del ‘900 Irene Brin, il cui pensiero ha dato l’input creativo a Mariotto.

Lo stilista pensa alle metropoli del futuro, Shangai, Rio de Janeiro, Dubai e dedica alla bellezza di queste città una sfilata che vuole scorre come un film in 3d, ma in bianco e nero. Vetri, cristalli, luce e la collezione comincia con un miniabito bianco decorato con le immagini di grattacieli specchiati di una grande città. Sfilano tuniche e minidress in tulle e organza. Bianco, nero, grigio, fumè, i colori nebbiosi della città. Sono architetture urbane intarsiate, decorate da mille luci, rigonfi sui fianchi da paniers di crinolina.

Ma la terra risorge e i fiori nascono anche in mezzo all’asfalto di una città avvolta dallo smog. Ecco allora tubini e cappe in organza rosa magnolia, albicocca, verde malva, sottovesti in stampati floreali digitali in toni pastello. Prevale sempre il bianco luminoso dei tailleur che scoprono le braccia e spiegano costruzioni ad ali e volumi ariosi sul dorso. Tutto è leggero ma costruito ad arte con plissè, tagli sbiechi, orizzontali, intarsi, decori come punti luce.

Anche le borse gioiello firmate da Gianni De Benedittis, designer del brand futuroRemoto, sono ispirate alla luce. Sono clutch e pochette in oro o argento rifinite con scultorei manici zoomorfi, con rami di corallo rosa pregiato accanto al new energy ring. Anche un prezioso anello con pavè di rubini in oro giallo, ha al centro un piccolo pannello, in grado di alimentare una piccola lampadina di servizio.

Mariotto contamina i tessuti con gocce di china, ridisegna un labirinto di rettangoli e geometrie luminescenti come specchi frantumati, simboli della distruzione dell’eco-sistema, di terremoti mai dimenticati, di disordini dell’anima. Ma anche il nero ha una sua bellezza e viene tradotta in un flash di pantaloni affusolati e camicie plisse’, di minidress con pettorine di mosaici di paillettes e tubini avvolti da nuvole di tulle metallico. Si torna al bianco con cappottini tagliati come conchiglie, camicie tagliate al laser dal segno barocco e cortigiano, ampie maniche, forme arrotondate.

Con il lungo i colori sfumano, diventano diafani, trasparenti, vividi. Un abito presenta 1600 micro piegoline e oltre 3000 spilli. Sfilano drappeggi e corsetti scolpiti, gonne ariose e forme elicoidali. Giallo, rosso corallo, blu ‘Middleton’, ocra, lilla, giallo limone, sfumano verso il bianco, illuminato da oro e argento, rosa, corallo, giallo limone, lilla. Decollete’ scoperti, braccia nude, stretti in vita, si dispiegano su gonne tagliate al laser.