Angelino Alfano: “Italia e Roma nel mirino dell’Isis. Massima allerta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2014 16:30 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2014 16:37
Angelino Alfano: "Italia e Roma nel mirino dell'Isis"

Angelino Alfano (Foto Lapresse)

ROMA – L’Italia e Roma, come culla della cristianità, “sono un obiettivo non secondario dell’Is”. A sollevare la massima allerta è il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che in un’informativa alla Camera, parla di una “minaccia globale” e di una “sfida senza precedenti” alle porte dell’Occidente. Anche se, ha precisato, al momento non ci sono “evidenze investigative di progettualità terroristiche nel nostro Paese”.

Il terrorismo di matrice religiosa dell’Isis, ha spiegato Alfano

“veste anche abiti europei, lanciando una sfida senza precedenti alla sicurezza globale: è un’organizzazione che ha risorse che nessun’altra prima ha avuto”.

E la sua minaccia è globale, in quanto il suo obiettivo è l’Occidente.

“L’Italia è la culla della cristianità, e Roma è spesso evocata nei messaggi Al- Bagdhadi ai suoi seguaci. La nostra capitale è richiamata con valore simbolico. Non si può minimizzare il senso di questa minaccia concreta”, ha detto Alfano, precisando che “altri elementi di rischio sono dati dal fatto che l’Italia non ha mai fatto mancare il suo appoggio nelle iniziative militari internazionali contro il terrorismo. Gli indicatori che ho citato richiamano alla massima attenzione verso ogni segnale premonitore di rischio anche nei confronti degli interessi italiani all’estero”.

Il titolare dell’Interno ha inoltre reso noto che

“risultano 48 persone passate dall’Italia e andate a combattere in Siria”.

Tra queste, due con passaporto italiano:

“Uno è il giovane genovese Delnevo, ucciso in Siria nel giugno dello scorso anno”.

Bisogna, ha concluso Alfano, rafforzare gli strumenti legislativi contro la minaccia dei jihadisti andati combattere in teatri di guerra come la Siria. Deve essere sempre possibile,

“contestare il delitto di partecipazione a conflitti fuori dai nostri confini anche quando è un lupo solitario, nonché consentire la sorveglianza speciale dei soggetti a rischio, con l’obbligo di dimora”.