I nazisti in Arizona, guidati da un ex marine, Jason Ready, armati fino ai denti, danno la caccia a “narco terroristi” e immigrati illegali. Ma la polizia non li vuole

Pubblicato il 19 luglio 2010 11:44 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2010 11:44

Mentre il problema dell’immigrazione illegale sta diventando sempre più argomento di aspri dibattiti tra cittadini e membri del Congresso, l’Arizona si è trasformata in una sorta di stato guida per chi vuole prendere la situazione in mano per conto suo accusando l’amministrazione del presidente Barack Obama di immobilismo o tentennamenti.

Il crescente flusso migratorio illegale e la contiguità col Messico e le sue guerreggianti bande di narcos ha reso facile in Arizona il recente passaggio di una dura legge razziale che consente alla polizia di fermare e controllare chiunque per tratti somatici o altro possa sembrare un immigrato.

La legge ha dato la stura a tensioni lungamente represse e all’emergere di personaggi che finora erano restati nell’ombra. E svariati stati stanno valutando se approvare una legge analoga.

Il vasto deserto dell’Arizona è diventato dimora o zona di addestramento per svariati appartenenti ai gruppi definiti ”white supremacists”, ovvero sostenitori della supremazia bianca. Ci sono i Minutemen, che prendono il nome da quelle che potrebbero essere chiamate le forze speciali durante la rivoluzione americana, ci sono gli appartenenti all’ Aryan Nations, all’American Nazi Party, al Ku Klux Klan, ed altri.

Sta emergendo tra questi gruppi Jason ”J.T.” Ready, che in un comizio a Phoenix ha dichiarato guerra ai ”narco-terroristi” e agli immigranti illegali. Il gruppo di Ready – armato fino ai denti date le permissive leggi dell’Arizona, e di quasi tutti gli stati del sud, sul possesso di armi di ogni tipo – finora si è limitato a pattugliare il lunghissimo confine dell’Arizona col Messico, acchiappando qualche disgraziato che cercava di entrare negli Usa e consegnandoli poi al Border Patrol.

Ma le forze di polizia locali non sono contente dell”’aiuto” di Ready. I suoi uomini sono armati di tutto punto e lui si identifica con il Movimento Nazional Socialista, un’organizzazione secondo cui soltanto chi non è ebreo, bianco e eterosessuale dovrebbe essere cittadino americano, mentre tutti gli altri dovrebbero lasciare il Paese ”con mezzi pacifici o con la forza”. Dice Ready: ”Siamo stanchi di stare con le mani sotto il sedere aspettando che si muova il governo federale. Noi faremo come fecero i nostri Padri Fondatori”.

Trentasette anni,ex-marine, ben diverso dai pacifici cittadini che organizzano manifestazioni di sosteno pacifico alla governtarice Jan Brewer, ispiratrice della legge razziale in Arizona (contro cui sono state avviate azioni legali anche a livello federale), Ready ed i suoi accoliti vanno tranquillamente in giro in tute mimetiche, con armi e maschere anti-gas alla mano nell’eventualità di scontri con la polizia. E nessuno gli dice niente perchè girare per le strade di Phoenix, la capitale dello stato, con un fucile a ripetizione a tracolla non viola alcuna legge.

Finora il gruppo di Ready non ha causato incidenti. Ma polizia e cittadini sono preoccupati. Dice Mark Potok, del Southern Poverty Law Center’s Intelligence Project, una organizzazione assistenziale che opera nel sud: ”Gli uomini di Ready sono nazisti veri e propri e non ne fanno mistero. Questa è gente che alle parate indossa svastiche sulle maniche”.