Putin in ritardo, poi vede Poroshenko. Renzi: “Droni ai confini ucraini”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 17 Ottobre 2014 9:58 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2014 10:09
Asem, Putin in ritardo, poi vede Poroshenko. Renzi: "Droni ai confini ucraini"

Vladimir Putin stringe la mano a Petro Poroshenko (Foto Ansa)

MILANO – Arrivare in ritardo ad una cena dove sono riuniti i 52 leader mondiali, che rappresentano la metà del prodotto interno lordo del globo. Se l’è permesso il presidente russo Vladimir Putin. Dopo le sanzioni e la dura presa di posizione di Stati Uniti ed Europa nella crisi ucraina (anche prima che degenerasse in guerra), il capo del Cremlino ha pensato di prendersi la propria rivincita all’inaugurazione del vertice Asem di Milano.

L’Ucraina, del resto, è il tema centrale di questo incontro tra leader europei e asiatici. Putin vede l’omologo di Kiev Petro Poroshenko, insieme ai leader europei Angela Merkel, Francois Hollande, David Cameron e Matteo Renzi, che commenta positivamente la discussione: “Passi avanti, anche se restano delle differenze. Ma non possiamo permetterci una Ucraina instabile”. Renzi ha lanciato l’ipotesi di controllare le frontiere ucraine con i droni, ma, allo stesso tempo, ha invocato un maggiore coinvolgimento della Russia nelle grandi questioni internazionali.

RUSSIA-SERBIA – Giovedì, prima di arrivare al vertice Asem, Putin era impegnato in Serbia, che potrebbe diventare una nuova Ucraina, sospesa tra Unione Europea e accordi con Mosca. Ha lasciato Belgrado con calma ed è arrivato ad un blindatissimo Palazzo Reale, di fronte al Duomo, quando il brindisi e il discorso di Giorgio Napolitano erano ormai finiti.

Ha fatto slittare l’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che certo non l’ha presa bene. Ma non ha negato una visita all’ex premier Silvio Berlusconi, che per l’occasione ha chiesto e ottenuto dai giudici di Milano di poter passare la notte anziché a Villa San Martino ad Arcore nell’altrettanto prestigiosa residenza di via Rovani.

L’Unione Europea è corsa dietro agli Stati Uniti nel punire la Federazione Russa per il suo sostegno ai separatisti ucraini, il peso delle sanzioni si fa sentire e il rublo è ormai in caduta libera. Putin ha guadagnato la Crimea e il sostegno interno, ma a livello internazionale le tensioni sono palpabili.

Gioca le sue carte, come la storia insegna, ha dalla sua il “generale inverno”: le sue vittime potrebbero essere non soldati ma i comuni cittadini europei, con le case lasciate al freddo se il gelo delle relazioni con Kiev e Bruxelles non si scioglierà. Nell’attesa, ha privilegiato la Serbia, sperando che almeno lei non ceda definitivamente all’orbita europea. Il vertice euro-asiatico può attendere. Tanto con il colosso cinese, gli accordi sono stati fatti.