Attentato Mosca, diffuse le foto segnaletiche delle donne kamikaze

Pubblicato il 30 Marzo 2010 15:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 15:10

La polizia russa ha diffuso a tutti i propri uffici le foto segnaletiche delle cinque persone coinvolte nei due attentati del 29 marzo alla metro di Mosca. Si tratta delle due donne kamikaze – di cui sono rimaste le teste – delle loro accompagnatrici e di un uomo sui 30 anni. Le foto sono state ricavate dalle immagini riprese dalla videocamere della metro.

Secondo una fonte di polizia, i partecipanti al blitz potrebbero aver vissuto per qualche giorno a Mosca o nei dintorni.

Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev propone di perfezionare la legislazione volta a prevenire gli attentati terroristici e l’attività degli organi investigativi preposti a tali indagini. Lo riferiscono le agenzie russe: «Penso che bisogna prestare attenzione ad alcune questioni relative al perfezionamento della legislazione volta a prevenire il terrorismo anche per quanto riguarda l’attività di vari dicasteri preposti alle indagini su tali reati», ha dichiarato il presidente durante una riunione dedicata al perfezionamento del sistema giuridico. «C’è anche motivo di tornare ai problemi legati agli articoli che puniscono l’attività terroristica e i reati connessi, bisogna parlare della necessità di perfezionare prassi simili», ha proseguito. Medvedev ha anche suggerito di affrontare i problemi della sicurezza nei trasporti e nei luoghi pubblici.

Intanto, il bilancio delle vittime è salito a 39: nella notte è morta una donna, come riferisce il dipartimento della Sanità di Mosca. In ospedale restano ricoverate 71 persone, tra le quali cinque in gravissime condizioni. I cadaveri di 14 persone non sono ancora stati identificati.

Nelle due stazioni colpite dagli attentati, la Lubianka e Park Kulturi, i moscoviti continuano a rendere omaggio con fiori, candele, croci e piccole icone. «L’atmosfera in città si vede dai volti della gente» racconta Maria Anzhaurova, 21 anni, studentessa: «La gente sta vivendo l vicenda da vicino. È chiaro che ora ha molta paura».

Gli attacchi, dal primo ministro Vladimir Putin sono stati visti come una battuta di arresto alla lotta al terrorismo. Ciò comporta la possibilità che la Russia possa tornare a rispondere al terriorismo come nel passato, rafforzando allo stesso tempo il controllo sul governo da parte dell’ex presidente.

Le bombe sono espose malgrado i servizi di sicurezza voluti da Putin nel decennio passato. Il primo è avvenuto alla stazione Lubjanka, accanto alla sede del Servizio federale di sicurezza l’agenzia nata dopo lo scioglimento del Kgb sovietica guidato da Putin fino al 1990.

Putin, ex presidente e tuttora leader  ha costruito la sua reputazione grazie al successo contro l’insurrezione musulmana del sud d  prevenendo, con la forza, gli attentati terroristici.

Gli attacchi potrebbero anche mettere in crisi le politiche attuali del presidente Medvedev, un “protetto” di Putin. Medvedev ha parlato della necessità di aumentare il pluralismo politico all’interno del governo e di lottare contro il terrorismo grazie  alla rimozione delle cause alle radici della rivolta della Cecenia e del Caucaso.

Anche se Medvedev non ha ancora messo in atto molti cambiamenti, il primo ministro gli ha permesso fin qui di proseguire il suo percorso. Un aumento del terrorismo, però, potrebbe spingere Putin a chiedere più repressione. Già oggi infatti ha dichiarato che la guerra della russia in Cecenia «riguarda tutto il mondo, non solo la Russia».

Infine, il timore di Mosca di avere molte donne kamikaze è diventata in parte una realtà. Le donne compiono attentati vestite in jeans nei luoghi più improbabili. Queste donne in Russia hanno fatto parte di attentati piuttosto cruenti: vengono chiamate “vedove nere”  e prendono “ispirazione” dalle kamikaze palestinesi.

I loro uomini sono stati uccisi dall’esercito oppure loro stesse hanno subito violenze come stupri. È proprio l’evento traumatico che fa scattare loro la vendetta secondo alcuni specialisti. Le autorità russe non escludono che queste donne che non hanno più interesse a vivere, prima di compiere un attentato possano venire drogate.