Australia contro i clandestini: agenti segreti per intercettare le navi in arrivo

Pubblicato il 25 Febbraio 2010 17:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2010 17:53

Il primo ministro australiano Kevin Rudd

Il governo australiano userà spie per bloccare l’arrivo di richiedenti asilo. Secondo le nuove leggi introdotte in parlamento, l’agenzia di intelligence nazionale Asio potrà fare uso di intercettazioni telefoniche e di satelliti per fermare le navi prima che tocchino le coste australiane. Inoltre, mettere in pericolo la vita dei clandestini imbarcandoli su mezzi poco sicuri diventerà reato punibile con 20 anni di prigione.

Sono queste le misure presentate dal governo laburista di Kevin Rudd, a margine della nuova legge contro il terrorismo presentata ieri in parlamento. Per la prima volta le agenzie di intelligence potranno raccogliere informazioni su attività criminali, anche quando queste non pongono un’immediata minaccia al Paese. Da oggi diventa reato offrire aiuto a chi cerca di immigrare clandestinamente, con una pena che può arrivare a dieci anni di reclusione e una multa di oltre settantamila euro.

Massimo della pena invece per chi sfrutta o mette in pericolo la vita degli immigranti: la multa è pari a 145mila euro e la reclusione può arrivare fino a vent’anni. L’arrivo dei richiedenti asilo è la spina del fianco dei laburisti, che hanno allentato la politica di tolleranza zero del precedente governo conservatore e si trovano oggi con le strutture di accoglienza piene alla loro capacità massima, che è di duemila persone.