Australia: sì ai matrimoni gay dal partito laburista

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 8:34 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 8:43

SYDNEY- Il congresso triennale del partito laburista australiano, che governa col sostegno di un verde e 3 indipendenti, ha suscitato le proteste dei leader religiosi decidendo, dopo un acceso dibattito, di cambiare la piattaforma del partito a favore dei matrimoni gay. Con un'altra controversa decisione il congresso di tre giorni, concluso ieri sera a Sydney, ha abolito il divieto di esportare uranio all'India, che non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare.

Su proposta del ministro delle Finanze Penny Wong, che ha una relazione lesbica, il congresso ha cambiato la politica del partito mettendo fine a ogni discriminazione contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ha tuttavia approvato anche la proposta della premier Julia Gillard, che personalmente si oppone ai matrimoni gay, di consentire ai parlamentari laburisti il 'voto di coscienza', non legato a direttive di partito, rendendo improbabile l'introduzione della riforma nel prossimo futuro.

I sondaggi indicano una netta maggioranza di australiani a favore dei matrimoni dello stesso sesso, e diversi stati australiani gia' permettono unioni civili fra coppie gay. La decisione ha tuttavia incontrato la ferma opposizione di ben 19 leader religiosi, dall'arcivescovo cattolico di Sydney cardinale George Pell al primate anglicano Phillip Aspinall, dal presidente del Jewish Board of Deputies Vic Alhadeff al Gran Mufti d'Australia Ibrahim Abu Mohammad, che hanno esortato il governo a mantenere l'attuale definizione di legge, del matrimonio come unione tra un uomo e una donna.