Baghdad: “Gli Usa hanno ucciso centomila iracheni”

Pubblicato il 2 Dicembre 2011 10:53 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2011 10:55

BAGHDAD – In coincidenza con una visita a Baghdad del vice presidente Usa Joe Biden per il ritiro delle truppe americane dall'Iraq, il portavoce del governo iracheno, Ali al Dabbagh, ha accusato le forze statunitensi di avere ''ucciso centomila Iracheni'' e di ''essere passati con i loro carri armati sui cuori e le anime degli Iracheni''.

In un'intervista alla televisione di Stato, Dabbagh ha affermato che ''la presenza americana in Iraq ha causato molto danno al Paese''. Il portavoce governativo ha denunciato ''la morte di centomila Iracheni, uccisi dalle pallottole dei soldati americani'' e ha affermato che ''i carri armati americani si muovevano come se passassero sui cuori e sulle anime degli Iracheni''.

Secondo le stime piu' prudenti, almeno 110mila Iracheni sono morti nelle violenze seguite all'invasione statunitense che nel 2003 porto' alla caduta del regime di Saddam Hussein. Le truppe americane dovrebbero completare il ritiro dal Paese entro la fine di dicembre, in base ad un accordo raggiunto tra Washington e Baghdad nel 2008.

Intanto gli attentati e le violenze politiche e interconfessionali continuano. Secondo il rapporto mensile dei ministeri della Difesa, dell'Interno e della Salute di Baghdad, sono stati 187 i morti e 325 i feriti tra i civili e le forze governative nel corso di novembre. Secondo il rapporto, nello stesso mese sono stati uccisi anche 55 insorti e 120 sono stati arrestati.

Le cifre indicano comunque un miglioramento rispetto ad ottobre, quando i morti tra i civili e le forze governative erano stati 258.