Bagnasco: “Per fare politica efficace serve una vita retta”

Pubblicato il 19 Novembre 2010 16:58 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 17:06

"Vita retta per fare politica", riferimento casuale?

Non ci può essere una ”politica efficace” senza un ”vivere retto sia dei cittadini che dei loro rappresentanti”. E se si smarrisce ”la verità”, ”allo Stato non resta che affidarsi alle convinzioni che si rispecchiano nel consenso democratico”.

E’ uno dei passaggi centrali dell’intervento del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in occasione delle giornate di formazione promosse dall’intergruppo parlamentare della Camera e del Senato sul tema ‘Per vincere domani. Famiglia e lavoro al tempo della sussidiarietà”.

Senza una sussidiarieta’ fondata sul ”primato della persona” rispetto allo Stato, e una solidarietà orientata al ”vivere retto sia dei cittadini che dei loro rappresentanti” – ha detto Bagnasco, come si legge nel suo intervento rilanciato dal Sir – è  impossibile ”ipotizzare il vivere comune, una società a misura d’uomo”, e ”pensare una politica efficace non perché funziona nei suoi dinamismi interni, ma perché serve l’uomo”.

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”Se si oscura l’intelligenza – ha ammonito il cardinale – si corrompe la convivenza e la società intera si sfarina in tanti mondi particolari dove il criterio non sarà più il bene comune – via impraticabile – ma gli interessi immediati e di parte”. In questo modo, infatti, ”la stessa possibilità di legiferare diventa problematica non nelle sue procedure, ma nel suo fondamento: con la negazione della metafisica, la ragione non è più in grado di trovare la verità, e allo Stato non resta che affidarsi alle convinzioni che si rispecchiano nel consenso democratico”.