Medio Oriente, Ban Ki Moon nella Striscia di Gaza: “Solidarietà ai palestinesi”

Pubblicato il 21 Marzo 2010 9:40 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2010 12:31

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon è arrivato nella striscia di Gaza. Ban Ki Moon è giunto nella Striscia passando attraverso il posto di frontiera di Erez, che collega il territorio palestinese con quello israeliano. Il segretario dell’Onu ha chiesto che Israele ponga fine al “blocco ” nella Striscia di Gaza.

Intanto però, due cittadini palestinesi sono stati uccisi dai militari israeliani. Secondo radio Gerusalemme, in un posto di blocco militare di Beit Furik, a pochi chilometri da Nablus, due palestinesi hanno cercato di assalire un militare e che i compagni di quest’ultimo hanno reagito aprendo il fuoco. Con questo episodio, sale così a quattro il numero complessivo dei giovani palestinesi uccisi in Cisgiordania dal fuoco dell’esercito israeliano nelle ultime 24 ore. Oggi a Nablus si svolgono i funerali della prima di queste vittime.

La visita di Ban Ki Moon assume un importante significato simbolico, visto che negli scorsi giorni il “Quartetto” composto da Usa, Russia, Onu e Unione Europea si era dichiarato favorevole all’ipotesi dei “due Stati”.

Secondo il Quartetto questo processo sarebbe da compiere entro i prossimi due anni: nel comunicato che era stato diramato proprio da Ban Ki Moon il 19 marzo, si legge che «il Quartetto ritiene che i negoziati debbano condurre a una soluzione negoziata tra le parti entro 24 mesi. Questa soluzione deve mettere fine all’occupazione cominciata nel 1967 e avere per effetto la creazione di uno Stato palestinese indipendente, democratico e vitale, che vivrà in pace e sicurezza accanto a Israele e ai suoi altri vicini». Il Quartetto aveva poi espresso un’altra richiesta nei confronti di Israele: quella di “congelare” la colonizzazione ebraica.

Il 21 marzo Ban ki Moon è stato accolto da un piccolo gruppo di manifestanti che sventolavano bandiere palestinesi. È la seconda visita del segretario generale dell’Onu a Gaza dall’offensiva israeliana chiamata “Piombo fuso”, lanciata il 27 dicembre del 2008.

«Vado a Gaza – ha detto Ban giovedì a Ramallah – per esprimere la mia solidarietà con la sorte del popolo palestinese che vive lì, e per sottolineare la necessità di mettere fine al blocco» israeliano. Ban è in visita in Israele e nei territori occupati nel quadro di un giro regionale e nel momento in cui gli Stati Uniti si sforzano di rilanciare il processo di pace.

Proprio il 21 marzoè atteso a Gerusalemme il mediatore americano George Mitchell. Il segretario generale dell’Onu ha detto di «comprendere e condividere» le ansie di Israele nei confronti di Hamas, ma ha anche aggiunto che a suo avviso il blocco israeliano «impone sofferenze inaccettabili» alla popolazione civile. «Sono certo – ha spiegato – che il blocco può essere levato rispondendo comunque alle legittime preoccupazioni di sicurezza di Israele».

Durante la visita Ban Ki Moon ha sottolineato che per la prima volta negli ultimi anni Israele si impegna a consentire l’introduzione a Gaza di materiale per la costruzione, sia pure in quantità ridotte.

«Ho ricevuto da Israele l’impegno ad introdurre nella Striscia il materiale necessario per la costruzione di 150 nuovi alloggi», ha detto il segretario generale dell’Onu. Quei cantieri si erano fermati di fatto nel 2006, in seguito alla vittoria di Hamas alle elezioni politiche palestinesi.