Berlusconi, battute a raffica: “Sono un dittatore” e poi: “Anche la sinistra voleva venire al bunga bunga”

Pubblicato il 25 Febbraio 2011 17:10 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2011 17:39

ROMA – Berlusconi è in vena di battute, dai corridoi di Montecitorio a una presentazione a palazzo Chigi, parlando con Gianni Letta o con un giornalista di Sky. A chi incontra dipensa battute e sorrisi. Al cronista di Sky che lo avvicina per consegnargli l’invito al confronto televisivo che l’emittente satellitare chiede da tempo, il premier, prendendo la busta, dice scherzoso: ”Lei sa che io sono un dittatore e allora le dico che il generale Franco riceveva cose del genere e diceva: ‘bene, grazie; al fuego!”.

Poco prima era alla conferenza stampa per la presentazione del progetto che istituisce la ‘Fondazione Franco Zeffirelli’. A Gianni Letta, che aveva sottolineato la presenza di molte persone, Berlusconi ha detto: ”Di solito, quando parlo io, sono due gatti…”.

Poi incontra cronisti e alcuni deputati della maggioranza ed ecco un’ulteriore battuta sul bunga bunga: “Lei sa che anche la sinistra voleva venire al bunga bunga, che vuol dire: andiamo a divertirci, a ballare, a berci qualcosa. Anche la sinistra è stata conquistata da questo mio modo di vivere”. ”Oggi sono entrato in Parlamento e anche la sinistra mi ha detto che voleva venire a fare il bunga bunga… In coro mi hanno accolto al grido ‘bunga bunga”, spiega il premier che torna cosi’ a scherzare sull’inchiesta per le feste ad Arcore.

Ma l’infaticabile Berlusconi, nella stessa giornata, partecipa anche a un conferenza stampa che vede protagonista la governatrice del Lazio Renata Polverini. Prende la parola per interrompere un diverbio in corso tra la presidente e un giornalista  che insiste con domande che la Polverini interpreta come provocazioni: ”E’ veramente vergognoso il suo atteggiamento e le stiamo rispondendo”, urla il governatore del Lazio, fino a quando non interviene Berlusconi rivolgendosi al cronista: ”Adesso la platea ha capito perché votano sempre me…”.