Biden è il presidente Usa, proclamazione dopo il tentativo di golpe dei sostenitori di Trump

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Gennaio 2021 12:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2021 17:10
Biden è il presidente Usa, proclamazione dopo il tentativo di golpe dei sostenitori di Trump

Biden è il presidente Usa, proclamazione dopo il tentativo di golpe dei sostenitori di Trump (Foto d’archivio Ansa)

Joe Biden è il nuovo presidente degli Usa. Una proclamazione al termine del giorno più buio della democrazia americana, segnato dall’assalto al Congresso da parte di migliaia di manifestanti fomentati da Donald Trump. Mike Pence poi ha finalmente proclamato formalmente la vittoria di Joe Biden e Kamala Harris.

Il parlamento aveva sospeso la seduta e l’ha poi riprese solo dopo che la polizia ora sotto accusa per la sua inadeguatezza) ha garantito la sicurezza di Capitol Hill. “Non avete vinto, la violenza non vince mai”, ha detto Pence riferendosi ai manifestanti pro Trump. “Hanno tentato di fermare la nostra democrazia ma hanno fallito”, gli ha fatto eco il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell.

Biden nuovo presidente Usa, c’è chi vota no

Il Congresso ha dibattuto e respinto solo due obiezioni ai voti del collegio elettorale da parte di repubblicani, in Arizona e in Pennsylvania. Ma se dopo gli scontri al Senato la dozzina di contestatori si è dimezzata, alla Camera la maggioranza del partito ha votato a favore. Ora il Paese può tentare di “voltare pagina”, come ha auspicato Biden, che giurerà il 20 gennaio.

L’allarme però resta alto, dopo un assalto costato 4 morti (tre per emergenze mediche e una veterana dell’aeronautica fan di Trump, colpita al petto dal colpo di pistola di un agente), 13 feriti e 52 arresti. Il sindaco di Washington Muriel Bowser ha esteso l’emergenza pubblica e il coprifuoco fino al 21 gennaio, mentre il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo invia 1.000 membri della Guardia Nazionale per garantire una transizione pacifica.

Tutti gli occhi ora (e ancora) sono puntati su Trump

Trump ora è sempre più isolato dopo che il suo account è stato temporaneamente bloccato da Twitter, Facebook, Youtube e Instagram per le sue minacce e le sue accuse sul voto. C’è aria di dimissioni nel suo governo, a partire dal suo consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’ Brien, dopo quelle già presentate dal suo vice Matt Pottinger e da Stephanie Grisham, portavoce e chief of staff della first lady Melania.

Gira l’ipotesi di rimuoverlo con l’impeachment o, più facilmente e velocemente, invocando il 25/o emendamento. Intanto sembra che Trump sia stato tagliato fuori dalla catena di comando: a dispiegare la guardia nazionale infatti è stato Pence, non Trump. A censurarlo anche un coro di ex presidenti: Barack Obama, Bill Clinton, Jimmy Carter e George W. Bush, che ha evocato la “Repubblica delle banane”. (Fonti  Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev e Washington Post).