Bill Clinton nei guai: accusato di nuovo di molestie

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 novembre 2017 6:15 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017 9:01
Bill-Clinton-molestie

Bill Clinton (Foto Ansa)

NEW YORK – Che Bill Clinton non fosse uno stinco di santo era cosa nota. Ma forse c’è ben di più dello scandalo Monica Lewinsky. Perché sull’onda del caso Weinstein diverse donne ormai di mezza età stanno tirando fuori accuse comuni che puntano il dito proprio contro l’ex presidente americano. L’accusa è sempre la stessa: molestie sessuali.

Molestie, che scrive Maria Giovanna Maglie su Dagospiaavrebbero anche avuto una location a tema: l’aereo del “miliardario pedofilo”, scrive Maglie, Ron Burkle. Un aereo noto negli Stati Uniti come Air fuck One. Avventore abituale dell’Air Fuck One sarebbe stato proprio Bill Clinton, ormai ex presidente.

Le rivelazioni negli Usa stanno facendo molto clamore anche perché riaprono una vecchia questione: e se Kenneth Starr avesse avuto ragione? Ken Starr è il procuratore speciale che ormai vent’anni fa tentò l’impeachment contro l’allora presidente Clinton per il caso Lewinsky. A chiederselo è il quotidiano New York Times in un editoriale firmato da Ross Douthat.

Le denunce nei confronti di Clinton sono state fatte qualche settimana fa, e a parlare sono stati personaggi del Partito Democratico.

Scrive Maglie:

Quattro donne hanno accusato Bill Clinton di sexual assault nei primi anni 2000 quando già non era più presidente e lavorava e si intratteneva con il miliardario Ron Burkle, una bella teppa di pedofilo. Le ragazze lavoravano per lui, erano impiegate e cameriere, avevano tutte meno di 20 anni, pur essendo maggiorenni.  L’aereo privato lussuosissimo (…)  si chiamava Air Fuck One. La fonte di queste rivelazioni sono importanti esponenti del partito democratico, che hanno parlato con Ed Klein, ex giornalista del New York Times e anche ex collaboratore della campagna Clinton del ’92, poi trasformatosi in arcinemico e testimone d’accusa.

(…) Oggi Klein dice che Hillary Clinton, appena sono arrivate queste nuove e fresche accuse, voleva mettere in moto il suo team investigativo per trovare fango da spargere sulle ragazze, ma gli avvocati hanno sconsigliato. Sarà per questa ragione che al raduno commemorativo dei 25 anni c’erano sicuramente tutti i fedelissimi la cui sorte è stata o è legata a quella dei Clinton. (…) Ma i grandi esponenti storici del Partito Democratico non si sono fatti vedere. Tutti però hanno letto l’editoriale del New York Times, scritto da Ross Douthat, che non esita a fare esplicitamente la relazione tra le accuse di oggi a uomini potenti che hanno approfittato del proprio potere, e i peccati di ieri dell’ex presidente. Sembra voler sostenere che la complicità di allora ha una parte buona di colpa nelle impunità di tanti anni di quelli che ora vengono additati a loro volta come stupratori.

 

Ricorda quei giorni lontani della fine degli anni 90, quando non ci fu un solo democratico, un solo intellettuale progressista, che abbia avuto il coraggio di ammettere che il comportamento di Clinton era indegno di un presidente, che per soddisfare il suo priapismo non solo si commettevano atti sessuali con delle stagiste nell’Ufficio Ovale, ma l’intera struttura e le persone chiamate a proteggerlo erano coinvolte nella complicità e nella copertura. Tutti costoro hanno commesso spergiuro.