La morte di bin Laden non pone fine alla minaccia terroristica mondiale

Pubblicato il 2 Maggio 2011 11:11 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2011 11:11

WASHINGTON, STATI UNITI – La testa del serpente è stata tagliata ma potrebbe ancora sferrare colpi di coda. Questo il senso del discorso del presidente Barack Obama nell’annunciare l’uccisione del più ricercato terrorista al mondo, Osama bin Laden. ”La sua morte – ha detto – non pone fine ai nostri sforzi per combattere il terrorismo. Non c’è dubbio che Al Qaeda continuerà a cercare di attaccarci e per questo dovremo mantenere la nostra vigilanza in patria e all’estero”.

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) e l’FBI non hanno emesso alcun avvertimento riguardo a credibili o imminenti minacce, ma tutte le misure di sicurezza saranno intensificate per scongiurare possibili rappresaglie.

Sebbene bin Laden fosse considerato il leader di Al Qaeda, gli esperti rilevano che la caccia senza quariere che gli davano gli Stati Uniti lo avevano privato di capacità operative e ridotto più che altro ad una figura simbolica. Ma gli affiliati di Al Qaeda non avevano perso tempo nel prendere il comando per l’organizzazione di attacchi in tutto il mondo.

La maggior parte di questi attacchi, in gran parte contro interessi statunitensi, è stata concepita dall’importante base dell’organizzazione terroristica nello Yemen, chiamata Al Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP). Il gruppo ha rivendicato il fallito tentativo lo scorso ottobre di inviare negli Usa bombe celate in contenitori di cosmetici a bordo di aerei da trasporto americani in partenza dallo Yemen.

L’AQAP ha anche sostenuto il tentativo, a Natale del 2009, di un nigeriano che ha cercato, senza riuscirci, di far detonare una bomba celata nelle sue mutande a bordo di un aereo passeggeri americano che, partito da Amsterdam, si stava avvicinando a Detroit.

”La morte di bin Laden non pone fine alla minaccia terroristica contro gli Stati Uniti, ma si può affermare che è la fine di una fase cruciale della Guerra al Terrore”, ha dichiarato Juan Zarate, ex-vice-consigliere per la sicurezza nazionale specializzato nell’antiterrorismo durante l’amministrazione dell’ex-presidente George W. Bush. ”Inizialmente potrebbero esserci numerose minacce, ma poi seguite da veri e propri attacchi da parte di altri elementi di Al Qaeda che continuano ad essere pericolosi”, ha aggiunto.