Birmania/ In fase conclusiva processo a leader opposizione Suu Kyi, improbabile verdetto di innocenza

Pubblicato il 24 Luglio 2009 12:53 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 12:53

Il processo a carico del capo dell’opposizione birmana, e premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, è ripreso venerdì a Rangoon con le arringhe conclusive e il verdetto dovrebbe essere pronunciato nel giro di breve tempo, anche se sono scarse le speranze che i giudici, tutti sotto il controllo della giunta militare al potere, mostreranno clemenza, a quanto riferisce la Reuters.

Ad una riunione del Forum sulla Sicurezza nella regione Asia-Pacifico il segretario di stato americano Hillary Clinton ha offerto al regime un miglioramento delle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, precisando però che ciò dipende dalla sorte di Suu Kyi. Uno dei suoi avvocati, Nyan Win, ha detto che l’offerta della Clinton non avrà alcun effetto sulla giunta e che la prigioniera ”si attende il peggio”.

Suu Kyi è sotto processo perchè a sua insaputa il mese scorso un americano si è introdotto nella sua residenza, violando le ferree leggi che la costringono all’isolamento e agli arresti domiciliari. Il capo dell’opposizione ha inutilmente negato ogni complicità col gesto dell’americano, ma inutilmente. Se trovata colpevole rischia una condanna a 5 anni di prigione.

L’opposizione sostiene che è nell’interesse della giunta che Suu Kyi venga condannata così che non potrà ”turbare” in alcun modo le elezioni-farsa previste in Birmania l’anno prossimo. Le restrizioni della giunta sono severissime: la facoltà di visitarla in carcere è stata negata finanche al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon quando questo mese si è recato in Birmania per colloqui col capo della giunta, generale Than Shwe.