Genova. Si finge povero ed estorce al parroco 400 mila euro in sei anni

Pubblicato il 15 luglio 2010 14:47 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 15:05

Fingendosi bisognoso e senza soldi è riuscito a sfilare al prete del Paese almeno 400mila euro in sei anni. Giuseppe Acquafresca, di 64 anni, nativo di Ruvo di Puglia (Bari) ma residente a Bargagli (hinterland di Genova) è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di circonvenzione di incapace.

Ha estorto al malato don Agostino Sacco della parrocchia della Natività di Santa Maria di Bogliasco (paesino della riviera ligure di levante), e ad una sua zia altrettanto anziana e inferma molto denaro. La vicenda è emersa grazie all’intervento del parroco di Bogliasco, don Silvio Grilli, che dopo aver cercato di porre fine in prima persona alla situazione, data l’insistenza di Acquafresca, si è visto costretto a rivolgersi alla polizia. Secondo quanto emerso, Acquafresca avrebbe convinto don Sacco a consegnargli somme di denaro sempre piu’ ingenti, fingendosi bisognoso, e tartassato dall’agenzia delle entrate.

Il religioso impietosito, non solo aveva prestato denaro al fruttivendolo prosciugando il conto corrente che aveva cointestato con la zia, ma avrebbe convinto anche alcuni suoi parrocchiani ad aiutare il truffatore. Acquafresca avrebbe inoltre utilizzato in modo stabile l’auto di don Sacco accumulando multe ed incidenti, offrendosi in cambio come autista del religioso. Malgrado l’intervento di don Grilli affinché lasciasse in pace il suo collaboratore e l’ammonimento dei poliziotti, Acquafresca è sempre tornato all’attacco, con numerose telefonate e cercando di incontrare l’anziano prete in momenti in cui si trovava da solo. In questi giorni, per evitare la reiterazione del reato il pm titolare dell’inchiesta, Alessandro Bogliolo, ha chiesto una misura cautelare in carcere nei confronti di Acquafresca, ma il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che fossero sufficienti gli arresti domiciliari.