Bolsonaro sceglie il ministro della Giustizia: il pm che incarcerò Lula, Sergio Moro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 novembre 2018 18:19 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2018 18:19
Bolsonaro sceglie il ministro della Giustizia: il pm che incarcerò Lula, Sergio Moro

Bolsonaro sceglie il ministro della Giustizia: il pm che incarcerò Lula, Sergio Moro

ROMA – Sergio Moro, il magistrato simbolo delle inchieste anticorruzione in Brasile, ha annunciato oggi che ha accettato di essere a capo di un “superministero” che riunirà la Giustizia e la Sicurezza Pubblica nel governo di Jair Bolsonaro.

Moro si è riunito oggi con Bolsonaro nella residenza del presidente eletto a Rio de Janeiro e, dopo l’incontro ha diffuso una dichiarazione sulla sua decisione, ha evitato i cronisti mentre viaggiava di ritorno a Curitiba. Nella nota, il giudice ha segnalato che gli costa abbandonare la sua carriera “dopo 22 anni nella magistratura”, ma “la prospettiva di poter implementare una forte agenda anti-corruzione e contro la criminalità organizzata, nel rispetto della Costituzione, la legge e i diritti, mi ha portato a prendere questa decisione”.

Moro ha precisato che l’inchiesta anticorruzione che coordinava, nota come Lava Jato, “andrà avanti da Curitiba, grazie al valido lavoro dei giudici locali”, ma “per evitare polemiche inutili”, ha deciso di escludersi da nuove udienze relative ai casi in svolgimento.

Vari dirigenti del Partito dei lavoratori (Pt) brasiliano hanno criticato oggi la scelta del giudice Sergio Moro di diventare ministro per la Giustizia e la Sicurezza nel governo del presidente eletto, Jair Bolsonaro, denunciando che la decisione dimostra che il magistrato, che ha condannato l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva per corruzione, non è mai stato imparziale.

“Viva i giudici imparziali come Moro, e i presidenti democratici come Bolsonaro!”, ha commentato sarcasticamente la presidente del Pt, Gleisi Hoffmann, osservando che “Moro non ha nessun problema nel sedersi a negoziare con un presidente eletto che ha detto che Lula deve marcire in carcere e che lui vuole sterminare i ‘rossi'”.

Da parte sua Paulo Pimenta, capogruppo del Pt alla Camera dei Deputati, ha definito “gravissime” le dichiarazioni del vicepresidente eletto, Hamilton Mourao, secondo il quale durante la campagna elettorale l’equipe di Bolsonaro ha sondato Moro per sapere se era interessato ad occupare un incarico di governo.

Mourao, ha scritto Pimenta su Twitter, “ha rivelato così i dettagli sordidi del rapporto fra il carnefice del candidato favorito alla presidenza (Lula) e quello che è stato eletto” e le sue dichiarazioni “costiituiscono una prova testimoniale del rapporto criminale e perverso fra l’inchiesta Lava Jato e Bolsonaro”.

“L’operazione Mani Pulite portò Berlusconi al potere in Italia, e la Lava Jato ha portato Bolsonaro ad essere eletto presidente. Ma almeno i magistrati e pm italiani hanno avuto il pudore di non diventare ministri di Berlusconi”, ha aggiunto Pimenta.