Nucleare, Israele: “Il mondo fermi lran”. Ma l’Ue nicchia

Pubblicato il 9 Novembre 2011 23:53 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2011 23:58

BRUXELLES, 9 NOV – Il governo israeliano chiede alla comunità internazionale di fermare i piani dell’Iran per dotarsi della bomba atomica mentre in tutto il mondo cresce la preoccupazione per il nuovo rapporto dell’Aiea, secondo il quale ci sono indizi sufficienti che indicano l’esistenza di un piano di Teheran per dotarsi di armi nucleari.

Nonostante la bufera, l’Iran non intende fermare i programmi. ”Non arretreremo di un centimetro rispetto al cammino che stiamo percorrendo”, ha reagito il presidente Mahmoud Ahmadinejad. Anzi, il regime iraniano ha accusato i vertici dell’Agenzia di Vienna di avere presentato un rapporto basato sulle ”falsità costruite da Washington”.

L’Unione europea si prepara a dare una ”risposta adeguata” perché il documento dell’Agenzia nucleare delle Nazioni Unite – ha dichiarato l’alto rappresentante Catherine Ashton – ”aggrava seriamente” le preoccupazioni sui programmi nucleari iraniani, ma esclude a priori l’opzione militare. Lunedì prossimo a Bruxelles i ministri degli Esteri della Ue avranno uno ”scambio di vedute” sull’ipotesi di indurire le sanzioni contro il regime degli ayatollah. ”Ma l’opzione militare non è sul tavolo: solo Israele la persegue”, indicano fonti diplomatiche.

”Anche i più stretti alleati di Israele sono nettamente favorevoli ad una soluzione diplomatica”, aggiungono le fonti. Concetto confermato anche da un inusuale comunicato congiunto Londra-Parigi che si dicono a favore di ”sanzioni nuovi e forti” contro Teheran. Prima ancora della pubblicazione del rapporto dell’Aiea, Israele aveva lanciato l’ennesimo avvertimento: il ministro della Difesa Ehud Barak aveva sottolineato che Israele ”è uno Stato sovrano” e pertanto non ha bisogno del via libera degli Stati Uniti per condurre un attacco contro i siti nucleari iraniani.

Indiscrezioni riferivano di una ”armada volante’‘ di almeno 100 aerei da combattimento e una pioggia di missili balistici Jericho pronti ad essere usati da Israele per fermare la minaccia nucleare iraniana.

Ma oggi, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha modificato linguaggio e toni. ”Il rapporto dell’Aiea rafforza la posizione della comunità internazionale e di Israele, che l’Iran sta sviluppando armi nucleari”, afferma una nota ufficiale del governo di Tel Aviv. ”Il significato di questo rapporto è che la comunità internazionale deve far sì che l’Iran cessi di puntare ad armi nucleari che mettono in pericolo la pace nel mondo e nel Medio Oriente”, aggiunge Israele.

La comunità internazionale è però più che mai divisa. La Russia ha ripetuto che non sosterrà nuove e più severe sanzioni contro l’Iran e ha messo in discussione la credibilità del rapporto Aiea: ”Non contiene nessuna nuova informazione fondamentale”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli esteri, denunciandone il ”tono politicizzato”.

La Cina, che come la Russia siede nel Consiglio di sicurezza dell’Onu ed ha potere di veto, insiste sulla necessità di riprendere i colloqui tra l’Iran e il gruppo dei 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania). Qualsiasi azione militare contro l’ Iran sarebbe ”un disastro” per tutto il Medio Oriente, ha messo in guardia l’agenzia Nuova Cina.

”In questo momento tumultuoso la minaccia dell’ uso della forza non aiuterà a raggiungere la pace e la stabilità nel volatile medio oriente, al contrario potrebbe acuire il confronto”, ha aggiunto Pechino. Gli Stati Uniti prendono tempo: ”Vogliano riflettere su come poter esercitare una possibile pressione supplementare” sull’Iran, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Mark Toner.

L’Unione europea è unita sulla necessità di aumentare la pressione sul Teheran, ma su tempi e modi le decisioni non saranno rapidissime. Prima di un pronunciamento, i 27 attendono l’esito della riunione dei governatori Aiea prevista per il 17 novembre prossimo. Denunciando le ”forti preoccupazioni” per il quadro che emerge dal rapporto Aiea, il ministro degli esteri Franco Frattini ha auspicato ”una ferma presa di posizione” di tutti gli attori internazionali per ”prevenire i pericolosi effetti destabilizzanti di un Iran dotato dell’ arma atomica”.

Il ministro degli esteri francese Alain Juppé ha chiesto ”una riunione del Consiglio di Sicurezza e ha invocato sanzioni dure” contro Teheran. E anche la Germania si è espressa a favore di un inasprimento delle sanzioni. Mentre il ministro degli esteri inglese William Hague ha ipotizzato misure aggiuntive ”contro il settore finanziario iraniano, il settore del petrolio e del gas e l’identificazione di altri gruppi e individui coinvolti nel programma nucleare”.