La Bp riprende l’operazione “Top Kill”. Obama visita la costa

Pubblicato il 28 maggio 2010 7:36 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2010 13:48

Dopo uno stop di 16 ore, e’ ripresa stanotte l’operazione ‘Top kill’ per la chiusura definitiva del pozzo della Bp nel Golfo del Messico.

Interrotta per problemi tecnici. La lunga interruzione sarebbe stata dovuta a risultati che non apparivano sufficienti, hanno spiegato dalla società petrolifera, che ha scelto di fermarsi per capire come rendere piu’ efficiente l’operazione. Dalla Bp trapela comunque cauto ottimismo. La società petrolifera ha fatto sapere che la procedura, mai provata prima a queste profondità, continuerà per almeno altre 24-48 ore. Il suo esito è incerto. Le prossime 12-18 ore saranno cruciali nel tentativo di fermare definitivamente la perdita di greggio nel Golfo del Messico, fa sapere l’ammiraglio della Guardia Costiera Thad Allen, coordinatore delle operazioni di contenimento della marea nera.

Al momento 26.000 ricorsi sono stati avanzati nei confronti di BP e 11.650 pagamenti sono stati effettuati per un costo di 930 milioni di dollari, ha aggiunto.

La visita di Obama. Oggi 28 maggio il presidente americano Barack Obama si rechera’ di nuovo in Lousiana. Per alcune ore, il Capo della casa Bianca visiterà la costa dove la marea nera sta colpendo pesantemente l’ecosistema e l’economia legata alla pesca, facendo infuriare i residenti ancora alle prese con i retaggi dell’uragano Katrina del 2005.

Sarà la seconda visita di Obama nel Golfo nelle cinque settimane da quando l’esplosione del pozzo ha ucciso 11 lavoratori e innescato la fuoriuscita di greggio. La visita del presidente arriva all’indomani della promessa di “sistemare la situazione” mentre aumentano le critiche su quella che gli americani considerano una risposta lenta alla questione da parte del governo a una delle più grandi catastrofi ambientali mai avvenute. Molti si domandano se questa storia non si trasformerà per Obama in quello che l’uragano Katrina, un disastro di proporzioni epiche, è stato per il suo predecessore George W. Bush.

La Bp è responsabile. L’amministrazione Usa ritiene la compagnia britannica pienamente responsabile. L’ultima opzione messa in campo da BP, la “top kill”, è in corso dal 26 maggio e consiste nell’immettere fluidi pesanti, una sorta di fanghi, nella falla per bloccare la perdita di petrolio, per poi cementare il tutto.

68 milioni di litri di greggio in mare. Il riversamento di greggio in mare dal 20 aprile scorso, anche in base alla migliore delle stime, è ormai complessivamente di 68 milioni di litri, una quantità superiore a quella della Exxon Valdez in Alaska, considerata finora la peggiore catastrofe ambientale negli Stati Uniti (allora furono 42 milioni di litri di greggio a riversarsi in mare). Contrariamente a quanto annunciato dalla Bp, che ha sempre parlato di una perdita di 5.000 barili al giorno di greggio dalla falla sul fondo del Golfo del Messico, secondo le stime del governo Usa sono usciti tra i 12.000 e i 19.000 barili al giorno. È quanto reso noto dal Servizio Geologico (Usgs).