Brasile, Lula esce dal carcere. Giudice ha ordinato la scarcerazione immediata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2019 21:03 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2019 0:36
Lula, Ansa

L’ex presidente del Brasile Lula (foto Ansa)

ROMA – L’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha lasciato la Soprintendenza della polizia federale a Curitiba, dove era detenuto dall’aprile 2018 in seguito a una condanna per corruzione e riciclaggio. 

Il giudice brasiliano Danilo Pereira Jr, del tribunale penale federale di Curitiba, infatti ha accolto la richiesta della difesa dell’ex presidente Luiza Inacio Lula da Silva per la sua scarcerazione e lo ha autorizzato a lasciare la prigione di Curitiba.

Pereira Jr. sta sostituendo Carolina Lebbos, alla quale si erano rivolti i legali dell’ex capo dello Stato subito dopo la decisione presa la notte scorsa dalla Corte suprema, che per 6 voti favorevoli e 5 contrari ha stabilito che un imputato possa essere privato della libertà solo dopo aver esaurito tutti i ricorsi possibili. 

L’ordine di scarcerazione è arrivato a tempo di record. L’ex presidente del Brasile ne era così sicuro che già in mattinata aveva annunciato “un grande discorso alla nazione” una volta fuori. Aveva inoltre dichiarato che avrebbe lasciato la prigione “più a sinistra” di quando vi era entrato. L’ex presidente-operaio è già stato condannato in tre gradi nel caso del cosiddetto “triplex di Guarujà”, ma può ancora ricorrere proprio alla Corte suprema. In questo senso, quindi, il suo caso rientra a pieno titolo nella situazione contemplata ieri dai giudici del massimo tribunale brasiliano. Lula è uscito dalla Soprintendenza a fianco della compagna ed è stato subito circondato da migliaia di militanti del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) da lui fondato, e altri simpatizzanti accampati da mesi fuori dal carcere per attendere la liberazione del loro leader, e che stanno già organizzando una grande manifestazione a Sao Bernardo. L’ex presidente è apparso in buone condizioni fisiche, e pronto a difendere la sua causa e quella della parte del Paese che ha sempre creduto nella teoria del complotto giudiziario per metterlo fuori gioco.

Fonte: Ansa.