Brasile. Proteste in varie città, a Rio de Janeiro interrotta parata militare

Pubblicato il 7 settembre 2013 18:21 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2013 18:21
Proteste in Brasile

Proteste in Brasile

SAN PAOLO, BRASILE – Ancora proteste in Brasile in occasione della festa dell’Indipendenza. Svariate centinaia di manifestanti hanno interrotto sabato la tradizionale parata militare a Rio de Janeiro scontrandosi con la polizia, che ha fatto ampio uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Almeno cinque i feriti e una decina gli arrestati.

Manifestazioni sono in corso anche a Brasilia, San Paolo e in altre citta’ minori. Nella capitale, un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nel parlamento, presidato da un imponente schieramento di forze di polizia in tenuta antisommossa. Da San Paolo è partita la protesta del giugno scorso, estesasi poi a tutto il Paese.

Nella capitale paulista, dove si svolge la sfilata militare, alcuni manifestanti hanno innalzato uno striscione a favore dell’intervento militare in Siria contro il regime di Assad proposto dal presidente Barack Obama. Il governo della presidente Dilma Rousseff si e’ invece schierato ieri al G20 di San Pietroburgo contro l’intervento militare in Siria, al fianco di Cina, Russia e degli altri Paesi del grupp dei Brics.

La presidente Rousseff, in camicia verde militare, ha sfilato a Brasilia a bordo di una costosa Rolls Royce cabrio d’epoca. Dilma, al contrario degli altri anni, non e’ accompagnata dalla figlia e da altri familiari, per il timore di contestazioni. La manifestazioni di Rio de Janeriro, cui hanno aderito anche i black bloc, erano state annunciate sui social network e il governo aveva deciso, per la prima volta nella storia del Brasile democratico, di ridurre il numero degli effettivi e di accorciare la durata delle parate militari in tutto il Paese.

Le proteste sono cominciate a San Paolo, la più grande città brasiliana, contro l’aumento del costo dei mezzi di trasporto. Si sono poi trasformate in un movimento generalizzato contro la corruzione, l’alto costo della vita, l’inefficenza dei trasporti pubblici, la soffocante burocrazia, i politici indistintamente, l’assurdo ammontare del denaro pubblico speso per ospitare la Coppa Mondiale della FIFA l’anno prossimo e varie altre rivendicazioni.