Gelo Brasile-Usa dopo che Rousseff annulla visita a Washington causa Datagate

Pubblicato il 18 settembre 2013 10:20 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 10:20
La presidente brasiliana Dilma Rousseff

La presidente brasiliana Dilma Rousseff

RIO DE JANEIRO, BRASILE – E’ calato il gelo, tra Brasile e Stati Uniti, dopo che la presidente del gigante sudamericano, Dilma Rousseff, ha annullato la sua visita di Stato a Washington, prevista per il prossimo 23 ottobre. Motivo della cancellazione, la rivelazione, da parte di Edward Snowden, la “talpa” del Datagate, che gli Stati Uniti hanno spiato le email della presidente e della compagnia statale brasiliana del petrolio, Petrobras.

L’annuncio ufficiale è stato divulgato dopo che i media locali avevano già anticipato la decisione. ”I due presidenti hanno deciso di rinviare la visita di Stato – è specificato in una nota della Presidenza della Repubblica di Brasilia – perchè i risultati di questa visita non devono essere condizionati da un tema la cui soluzione soddisfacente per il Brasile non è ancora stata raggiunta”. Fonti giornalistiche sostengono che Rousseff è rimasta ”molto irritata” a causa delle ultime denunce di spionaggio da parte Usa ai danni suoi e di Petrobras, come emerso dalle più recenti rivelazioni di Edward Snowden. Il capo di Stato, inoltre, avrebbe accolto con ”insoddisfazione” le spiegazioni nel frattempo fornite dalla Casa Bianca e non avrebbe giudicato convincente neppure la telefonata ricevuta proprio dal presidente Barack Obama martedi sera. .

Nell’occasione, anzi, la presidente avrebbe detto direttamente al collega americano di aver difficoltà a confermare il viaggio. La crisi diplomatica – fanno notare gli analisti politici – è la peggiore da quando (a partire dal 2003) a Brasilia è al potere il ‘Partido dos trabalhadores’, di sinistra, fondato dall’ex capo di Stato, Luiz Inacio Lula da Silva. E ci sarebbe stato proprio lo zampino di quest’ultimo sulla scelta finale della Rousseff. La mossa – viene sottolineato da più parti – è stata pensata per dare un segnale forte anche in chiave elettorale, in vista delle presidenziali brasiliane dell’anno prossimo: agli occhi dell’opinione pubblica, Dilma potrebbe apparire come la donna che ha detto ‘no’ all’uomo più potente del pianeta, responsabile per aver consentito la violazione della sovranità nazionale del colosso ‘verdeoro’.

La settimana scorsa, la tv brasiliana ‘Rede Globo’ aveva rivelato nuovi documenti ‘top secret’, dove la Petrobras è citata come bersaglio in una simulazione in cui viene insegnato come invadere le reti private dei computer. Un dettaglio che ha mandato su tutte le furie Rousseff. ”Se i fatti saranno confermati, è evidente che lo spionaggio non è una questione di sicurezza nazionale o di lotta al terrorismo, ma risponde ad interessi economici e strategici”, aveva tuonato la presidente in quell’occasione.

Per rincarare la dose e condannare gli abusi al diritto di privacy commessi dagli Stati Uniti, Dilma ha garantito che parlerà di spionaggio e della necessità di una protezione efficace anche in occasione del suo discorso di apertura della sessantottesima Assemblea Generale delle Nazioni unite, in calendario la prossima settimana a New York.