Caos Libia, la delegazione Onu volta le spalle a Gheddafi: “Genocida”

Pubblicato il 21 febbraio 2011 23:09 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2011 23:16

Ibrahim Dabbashi

NEW YORK – La delegazione libica all’Onu ha preso le distanze oggi a New York dal leader Muammar Gheddafi. Guidata dal vice-ambasciatore libico alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi, la squadra diplomatica  ha ufficialmente accusato Gheddafi di essere colpevole ”di crimini contro l’umanita”’, di ”genocidio” e di essere responsabile di uccisioni di massa.

Si è trattato della defezione diplomatica di più alto livello per quanto riguarda la diplomazia della Libia nel mondo. ”Siamo certi che quanto sta avvenendo in queste ore in Libia è un crimine contro l’umanità, siamo di fronte a crimini di guerra” ha affermato il vice-ambasciatore Dabbashi, parlando in una conferenza stampa convocata al piano terra della sede della missione libica, nell’ East Side di Manhattan, di fronte a un grande ritratto di Gheddafi.

Insieme a Dabbashi, una decina di membri della delegazione della Libia. Tesissimi di fronte alle domande della stampa internazionale, tra cui alcuni giornalisti libici. ”Abbiamo ritenuto che non era più possibile restare in silenzio e che era nostro dovere far sentire al mondo la voce del popolo libico” ha affermato Dabbashi, secondo il quale Gheddafi starebbe reclutando forze mercenarie da altri Paesi africani. Dabbashi non ha fornito al riguardo ulteriori dettagli.

”Avvisiamo tutti i Paesi africani che stanno inviando soldati a Gheddafi che non vedranno i loro soldati rientrare” ha affermato Dabbashi, che ha invitato il presidente libico a lasciare il Paese ”il più presto possibile”.