Casa Bianca valuta se annullare incontro con Karzai

Pubblicato il 6 Aprile 2010 23:21 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2010 23:34

Hamid Karzai

La Casa Bianca sta valutando la possibilità di cancellare la visita del presidente afghano Hamid Karzai alla luce delle sue ultime controverse accuse alle potenze occidentali di brogli alle ultime elezioni.

«Stiamo valutando se ulteriori affermazioni di Karzai possano rendere costruttivo questo incontro» ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. Karzai dovrebbe vedere il presidente Barack Obama il 12 aprile alla Casa Bianca.

L’Antefatto. Il presidente afghano, Hamid Karzai, che nei giorni scorsi ha accusato le potenze occidentali di «brogli» per indebolirlo alle ultime elezioni, secondo alcune fonti avrebbe minacciato di «unirsi ai talebani». Atteggiamenti che preoccupano la Nato, impegnata con una forza multinazionale nel conflitto afghano, e che provocano dure reazioni internazionali.

Chiamato direttamente in causa in questi giorni da Karzai per i presunti brogli, l’ex vice responsabile dell’Onu Peter Galbraith ha messo in dubbio l’equilibrio mentale del presidente afghano con un’allusione a possibili problemi di droga. Il Dipartimento di Stato Usa ha definito «scandalose» le dichiarazioni di Galbraith, ma poco dopo la Casa Bianca ha fatto sapere che in queste ore si sta valutando se cancellare la visita di Karzai negli Usa, prevista il 12 aprile. Galbraith, l’ex inviato dell’Onu a Kabul aveva detto in un’intervista che «Karzai è solito far polemiche, forse è emotivo, impulsivo». E aveva aggiunto: «In effetti, persone vicine al palazzo presidenziale dicono che ha un certo gusto per uno dei prodotti d’esportazione più ricercati dell’Afghanistan».

Oggi anche il ministro degli esteri britannico, David Miliband, ha definito le accuse di Karzai «calunniose» e prive di fondamento. Accuse a cui si aggiungono oggi nuove minacce: fonti concordanti hanno riferito infatti che Karzai avrebbe detto che le continue interferenze dall’estero negli affari interni afghani «non fanno altro che rafforzare nell’opinione pubblica afghana l’idea che i talebani lottano contro un invasore straniero». La diatriba, che precede di circa un mese l’attesa «Jirga» (assemblea) e potrebbe essere usata tatticamente da Karzai per conquistarsi il favore dei capi tribali e dei talebani moderati nel trattare la pace, cade sullo sfondo di una tensione crescente sul terreno militare: almeno quattro civili morti in un attacco aereo dell’Isaf, la forza di assistenza alla sicurezza della Nato, nella travagliata provincia meridionale di Helmand; un bambino ucciso e altri tre feriti in un’azione sempre dell’Isaf nella provincia di Kapisa.

I civili uccisi nelle azioni delle forze straniere contro i talebani creano crescente rabbia nella popolazione afghana e imbarazzo nel governo di Kabul, soprattutto alla luce dei tentativi di pacificazione con almeno una parte degli integralisti. La Nato, che pure ha espresso preoccupazione per le accuse di Karzai, sul tema ha mostrato un atteggiamento più dialogante. «Sfortunatamente ci capita di commettere errori» nella lotta contro i talebani – ha oggi riconosciuto il generale americano Stanley McChrystal, comandante delle forze internazionali – ma «ogni volta li abbiamo esaminati per non ripeterli». Ha poi aggiunto: «Noi siamo qui perchè ce l’avete chiesto voi e alla fine sarete voi che dovrete farvi carico di difendere la vostra nazione».