Cina, parte il rafforzamento navale: la nuova flotta preoccupa Giappone e Usa

Pubblicato il 19 Dicembre 2010 18:26 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2010 18:26

La Cina punta a rinforzarsi “nei mari” e per questo sta infoltendo la sua flotta. Le strategie militari del governo di Pechino sono state raccontate da Guido Olimpio in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera.

La Cina, ha spiegato Olimpio, “conta di mettere in mare la sua prima portaerei a partire dal 2012. Per quell’epoca saranno terminati i lavori sulla Varyag, un’unità acquistata in Ucraina. Due anni dopo, invece, i cinesi schiereranno una portaerei nuova di zecca. E nel 2020 toccherà a un’unità a propulsione nucleare”.

A temere questo rafforzamento sono soprattutto i “vicini” giapponesi: “Il quotidiano Asahi Shimbun ha dato risalto a un report cinese dove si sottolinea come il programma delle portaerei sia parte di una strategia per diventare «una potenza marittima» . Sempre Tokyo ha diffuso informazioni sui preparativi di Pechino: due basi dove si addestrano una cinquantina di piloti, un modello del ponte di volo, lo sviluppo di un caccia destinato a essere imbarcato”.

Tra le altre azioni in cantiere, ha sottolineato Olimpio, “previsto un aumento della flotta sottomarina nucleare (oggi a 55 «squali» ) e di navi convenzionali. Sia per le operazioni di lungo raggio sia per la difesa delle coste”.

Ma la Cina punta ad andare oltre le coste asiatiche: “Gli analisti sottolineano poi come la Cina abbia allargato le missioni a scacchieri distanti. Navi inviate al largo della Somalia e lungo altre coste africane”.

Il paragone tra la flotta degli Stati Uniti e quella cinese, spaventerebbe, in prospettiva, le autorità americane: “Mentre l’Us Coast Guard pensa di tagliare la sua flotta di 25 unità, i cinesi pensano di aumentare la loro di 30 navi nell’arco di 5 anni”.