Cina manda missili in Serbia: sta armando Belgrado o si prepara a un nuovo fronte anti Occidente?

Cina manda missili antiaerei in Serbia proprio durante la guerra in Ucraina: sta armando Belgrado o si prepara a un nuovo fronte anti Occidente?

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 11 Aprile 2022 - 13:52
Cina manda missili in Serbia: sta armando Belgrado o si prepara a un nuovo fronte anti Occidente?

Cina manda missili in Serbia: sta armando Belgrado o si prepara a un nuovo fronte anti Occidente? (Foto d’archivio Ansa)

La Cina manda missili in Serbia. Non si tratta di una notizia secondaria, a maggior ragione durante la guerra in corso in Ucraina. Nonostante le smentite di rito (cooperazione tra Paesi, etc), ci si chiede perché la Serbia si stia dotando del sistema missilistico antiaereo cinese.

Le ipotesi sono entrambe preoccupanti: c’è chi ipotizza una nuova offensiva serba stile Kosovo. E ‘è chi invece teme che la Cina voglia “mettere le tende” in Europa, in vista di un ampliamento del conflitto. In questo caso sia Cina sia Serbia farebbero ragionevolmente parte di un ipotetico blocco anti americano o anti occidentale.

Stiamo parlando di fantapolitica, sia chiaro. Sta di fatto però che la Serbia non ha votato a favore delle sanzioni alla Russia. E che la Cina sta mettendo in dubbio la veridicità dei massacri operati in Ucraina dai militari dell’Armata Rossa.

La Cina manda missili alla Serbia

La Serbia ha ottenuto un sofisticato sistema missilistico antiaereo cinese. A riferirlo è la Tanjug che cita l’americana AP, secondo cui il tutto è avvenuto in una operazione segreta questo fine settimana. Stando a tali fonti, sei velivoli militari da trasporto cinesi Y-20 sono atterrati ieri all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado trasportando un sistema missilistico terra-aria HQ-22 destinato all’Esercito serbo.

Il sistema missilistico cinese, si precisa, viene paragonato per lo più all’americano Patriot o al russo S-300, anche se dispone di una gittata inferiore rispetto all’ S-300. La Serbia, si sottolinea, è il primo Paese europeo a dotarsi di tale armamento cinese.

La Cina ha confermato l’invio dei suoi sofisticati sistemi di difesa aerea HQ-22 SAM (surface-to-air missile) alla Serbia, secondo le anticipazioni dei media internazionali emerse nel fine settimana, nell’ambito di “progetti di cooperazione” bilaterale che “non hanno nulla a che vedere con la situazione attuale” in Ucraina. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian. Assicurando che la flotta di sei Y-20 usata “ha consegnato regolari forniture militari” e aggiungendo, nel corso del briefing quotidiano, che “i progetti di cooperazione annuale Cina-Serbia non sono rivolti a terzi”. L’Esercito popolare di liberazione “ha di recente effettuato la consegna già programmata in precedenza”.

Gli aerei cinesi hanno sorvolato due Paesi Nato: Turchia e Bulgaria

I sei Y-20 da trasporto, che sorvolano lo spazio aereo di due Paesi Nato (Turchia e Bulgaria), sono atterrati sabato all’aeroporto civile Nikola Tesla di Belgrado per consegnare i missili ordinati dalla Serbia, che ha strettissimi legami con la Russia, nel 2019 il cui acquisto era stato scoraggiato dagli Usa nel 2020, avvertendo che l’ingresso nell’Ue o in altre alleanze occidentali avrebbe comportato l’impiego di sistemi difensivi con standard più uniformi e occidentali.

I missili made in China, forniti nel mezzo della instabilità dei Balcani, sono paragonati in prevalenza agli americani Patriot o ai russi S-300, pur disponendo di una gittata inferiore: 170 km per un’altitudine di 27 km. La Serbia è il primo Paese europeo a dotarsi di tali armamenti cinesi.

Il governo del presidente Aleksandar Vucic, appena riconfermato per un nuovo mandato, ha votato a favore delle risoluzioni Onu di condanna per l’aggressione russa all’Ucraina, ma ha deciso di non sostenere le sanzioni internazionali contro Mosca.

La Cina mette in dubbio le colpe del massacro di Kramatorsk

La verità e la causa “dell’incidente devono essere accertate con un’indagine equa e trasparente”: è il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian sull’attacco con un missile alla stazione ferroviaria di Kramatorsk, in Ucraina, costato la vita a oltre 50 persone e che ha visto Russia e Ucraina accusarsi a vicenda sulla responsabilità.

“Nel frattempo, le questioni umanitarie non dovrebbero essere politicizzate e qualsiasi accusa dovrebbe essere basata sui fatti”, ha aggiunto Zhao nel briefing quotidiano, ribadendo che “prima della conclusione delle indagini, tutte le parti dovrebbero evitare accuse infondate”.