Gli Stati Uniti allarmati dall’aggressività dei militari cinesi

Pubblicato il 12 Ottobre 2010 17:39 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2010 19:51

Navi da guerra cinesi

Il ministro della difesa americano Robert Gates ha incontrato il suo collega cinese Liang Guanglie in Vietnam, per la prima volta da quando lo scorso inverno essi sospesero ogni contatto, auspicando che i due Paesi evitino ”sfiducia, errori e calcoli sbagliati”.

Da parte di Gates, scrive il New York Times, il messaggio era rivolto in special modo al comandante Tony Cao, dell marina cinese.

Pochi giorni prima che Gates arrivasse in Asia, il comadante Cao era a bordo di una fregata nel Mar Giallo per partecipare alle prime manovre militari con la marina australiana, alle quali, ha tenuto a sottolineare che gli Stati Uniti non erano stati invitati. ”Né lo saranno – ha detto – fino a quando non smetteranno di vendere armi a Taiwan ed a spiarci con tutti i mezzi di cui sono disponibili”.

Il Pentagono si preoccupa che l’aumento della tensione con i militari cinesi è dovuta almeno in parte alla generazione del comandante Cao, che, molto più di quella precedente, considera gli Stati Uniti il nemico. I più anziani leader militari ricordano che, prima della repressione a Tienanmen nel 1989 che rovinò le relazioni sino-americane, forze cinesi e americane facevano assieme fronte contro l’Unione Sovietica.

Gli ufficiali più giovani, d’altro canto hanno conosciuto solo l’ideologia anti-americana, in cui gli Usa sono descritti solo come una potenza tutta tesa a contrastare l’ascesa della Cina.

”Tutti i militari hanno bisogno di un nemico immaginario per rafforzare la loro solidarietà” dice Huang Jing, esperto della leadership cinese alla National University of Singapore, ”e un giovane ufficiale o soldato scegli sempre il nemico immaginario più forte per massimizzarne l’effetto. Ai militari cinesi, dal soldato al capo del platone fino ai comandanti dell’esercito, è sempre stato insegnato che è l’America è il nemico”.

La posta in gioco è aumentata da quando le forze armate cinesi, un tempo alquanto sgangherate, si sono modernizzate ed hanno affrontato compiti più difficili. La marina, che è al centro della espansione militare cinese, ha aggiunto dozzine di navi e sottomarini e secondo quanto se ne sa sta costruendo la sua prima portaerea

La Cina starebbe anche costruendo una base di missili balistici contro le navi nella provincia di Guandong, con missili capaci di raggiungere le Filippine e il Vietnam. La base è considerata uno sforzo della Cina di riaffermare la sua autorità su vaste aree del Mar della Cina Meridionale, rivendicate anche da altri Paesi, e di disturbare le portaeree americane che attualmente navigano quelle acque indisturbate.

Secondo gli analisti, la Cina, anche se continuasse a potenziare i suoi arsenali, non ha la capacità o l’intenzione di scontrarsi con gli Stati Uniti. Ma la sua espansione militare, e la certezza che aumenterà ulteriormente, l’hanno resa più aggressiva e in grado di competere con il dominio americano del Pacifico.