Cina contro Usa: “Laser puntati contro aerei militari americani”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2018 6:30 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018 8:37
Cina contro Usa, l'accusa: "Laser puntati contro aerei militari americani sopra il Mar Cinese"

Cina contro Usa, l’accusa: “Laser puntati contro aerei militari americani sopra il Mar Cinese” (Foto Ansa)

PECHINO – La milizia marittima cinese Little Blue Man sarebbe responsabile di puntare dei laser contro aerei militari americani che sorvolano il Mar Cinese dell’Est confinante con Giappone,   [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Corea del Sud, Taiwan e Cina.

Secondo quanto scrive il sito The Daily Beast in un articolo a firma di Gordon G. Chang, Washington dovrebbe considerare gli attacchi, “dietro i quali quasi certamente c’è Pechino”, come tentativi di ferire i piloti e i loro equipaggi. La risposta americana, dunque, dovrebbe essere immediata e devastante, forse l’unico modo per impedire ai cinesi di far precipitare un aereo USA.

Fonti del Pentagono hanno rivelato che dallo scorso settembre ci sono stati circa 24 casi di laser puntati da pescherecci e posizioni di terra contro aerei militari americani. Risalgono a due settimane fa gli attacchi più recenti e la frequenza è in aumento; i laser utilizzati fino a ora, sebbene potenti, erano disponibili in commercio.

Un “portavoce militare” ha riferito alla CNN che “si sospetta che le fonti dei flash siano cinesi. Gli attacchi pescherecci sono quasi certamente opera delle milizie marittime part-time della Cina, i cosiddetti Little Blue Men. Pechino ha negato ogni responsabilità, definendo le accuse “totalmente infondate e inventate”.

Gli incidenti del Mar Cinese Orientale ricordano altri analoghi nel Mar Cinese Meridionale e Gibuti. Nella prima settimana di maggio, il Pentagono ha rivelato 4 attacchi a Gibuti e accusato la Cina: due piloti, in uno degli incidenti, avrebbero riportato lievi lesioni agli occhi.

Gli Stati Uniti hanno risposto presentando una formale protesta diplomatica e chiesto alla Cina di indagare, Pechino ha negato la responsabilità degli attacchi. “La risposta americana è stata ovviamente inadeguata poiché gli incidenti del Mar Cinese Orientale sono continuati”, scrive Chang.

“Non ci sono spiegazioni innocenti, soltanto una cattiva e un’altra molto cattiva”, ha dichiarato James Holmes del Naval War College riferendosi ai lasering del Mar Cinese Orientale. “La spiegazione più cattiva è che ciò stia accadendo per volere della leadership del Partito comunista cinese a Pechino, presumibilmente attraverso miliziani marittimi radicati nella flotta peschereccia cinese”, ha spiegato Holmes, esprimendo una sua opinione, e ha aggiunto: “Ci sono degli agenti di un governo straniero che lanciano attacchi diretti contro il personale militare statunitense che opera nella marittima comune, o in questo caso, nello spazio della Cina orientale, nello spazio aereo sovrastante. Se una forza armata attacca un’altra, beh, facile intuire dove porta questo tipo di ragionamento”.

E “l’interpretazione meno cattiva”? È possibile che i pescatori, armati di laser pronti all’uso, stiano compiendo attacchi in modo autonomo. Eppure non è molto meglio della prima ipotesi.
Holmes, titolare di cattedra di strategia marittima al J. C. Wylie Chair of Maritime Strategy, osserva che i Paesi hanno l’obbligo di impedire ai cittadini di ricorrere a una guerriglia poiché la sovranità significa un “governo che esercita un monopolio sull’uso legittimo della forza all’interno del proprio territorio e all’interno di cose che sono estensioni giuridiche del suo territorio, in questo caso navi mercantili con bandiera cinese”.