Clima: fondi ai paesi poveri, a Bruxelles maratona notturna

Pubblicato il 11 Dicembre 2009 9:15 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2009 10:03

Il vertice dei leader dell’Unione Europea deve concretizzare oggi, 11 dicembre, la cifra di finanziamento che l’Ue è disposta a dare ai Paesi in via di sviluppo per combattere gli effetti del cambiamento climatico, tra il 2010 e il 2012.

Esperti dei Ventisette Paesi membri e delle istituzioni comunitarie hanno lavorato per tutta la notte nel tentativo di definire una cifra.

L’Ue aveva proposto inizialmente che venissero messi a disposizione 100 miliardi di euro per le nazioni povere entro il 2020. Ma nella prima giornata di negoziati, i leader hanno raggiunto un accordo molto più stentato, un compromesso di portata ridotta pari a 1,8 miliardi di euro all’anno, che presuppone un totale di 5,4 miliardi per i tre anni dal 2010 al 2012. L’obiettivo della presidenza è di arrivare ad almeno 2,2 miliardi all’anno.

Intanto, il finanziere miliardario George Soros ha detto di aver trovato una strada per sbloccare lo stallo sui finanziamenti per il clima in discussione in questi giorni a Copenhagen, usando gli asset del Fondo monetario internazionale.

I colloqui Onu nella capitale danese, che puntano a un nuovo accordo sul clima che sostituisca il protocollo di Kyoto, sono fermi sui costi per tagliare le emissioni e preparsi a maggiori periodi di siccità, inondazioni e innalzamento dei mari.

Soros ha detto che i paesi sviluppati potrebbero investire una porzione dei loro 283 miliardi di dollari dei diritti speciali di prelievo dell’Fmi in progetti per il taglio delle emissioni nelle nazioni emergenti. Gli stessi progetti potrebbero pagare gli interessi sui 100 miliardi di dollari proposti da spendere nei prossimi 10 anni, mentre le riserve di oro dell’Fmi garantirebbero capitale e interessi. Soros si è detto consapevole della serie di ostacoli alla sua proposta, compresa l’approvazione del congresso Usa e quella del direttore dell’Fmi.