Cohen accusa il suo ex assistito Trump: “Razzista, truffatore, imbroglione”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 28 febbraio 2019 11:32 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019 11:32
Michael Cohen accusa il suo ex assistito Trump: "Razzista, truffatore, imbroglione"

Cohen accusa il suo ex assistito Trump: “Razzista, truffatore, imbroglione” (nella foto Ansa, Michael Cohen)

ROMA – Donald Trump, presidente degli Usa, è “razzista”, “truffatore” e “imbroglione”, in affari con i russi anche durante la campagna elettorale, tema su cui ha mentito pubblicamente agli americani. Questo secondo la deposizione giurata del suo ex avvocato Michael Cohen.

Per dimostrare il razzismo di Trump, Cohen ha ricordato: “Un giorno mi disse che i neri non avrebbero mai votato per lui perchè erano troppo stupidi”. In un’altra occasione, mentre in macchina attraversavano un rione povero di Chicago, Trump disse: “Solo i neri possono vivere im questo modo”.

Cohen ha anche detto di non avere prove dirette che Trump o la sua campagna fossero collusi con la Russia per ostacolare la corsa alle presidenziali di Clinton, ma di sospettarlo. Nella dichiarazione di apertura, Choen ha affermato di “avere prove inconfutabili e informazioni accurate” riguardanti il periodo di tempo in cui ha lavorato con Trump. 

“Mi vergogno della mia debolezza e della mia lealtà malriposta, delle cose che ho fatto per Trump nel tentativo di proteggerlo e promuoverlo. Mi vergogno perché so cosa è il signor Trump, è un razzista, è un truffatore, è un imbroglione”.

Cohen ha inoltre confermato che il presidente era a conoscenza che Wikileaks, il cui fondatore è Julian Assange, era in possesso di informazioni dannose per Hillary Clinton, candidata per il partito democratico alla presidenza e che le avrebbe diffuse.

Afferma che Trump lo spinse a mentire sul progetto di una Trump Tower a Mosca, che invece proseguì anche durante la campagna elettorale del 2016. Non fu da parte di Trump un esplicito ordine: “In Russia stavo negoziando per lui, mi  guardò negli occhi e disse che in Russia non c’era alcun business in Russia. Poi uscì e mentì agli americani affermando la stessa cosa. In questo modo stava dicendo di mentire anche a me”.

“Negli ultimi due anni il presidente mi ha considerato un traditore. La verità è molto diversa”. “Ho fatto cose di cui non sono orgoglioso e dovrò convivere con le conseguenze delle mie azioni per il resto della vita. Forse non posso cambiare il passato, ma qui, oggi, posso rendere giustizia al popolo americano”.

Fonte The Guardian.