Sborsare per Kiev? Per l’Europa conto Ucraina da 40 miliardi

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 3 marzo 2014 16:34 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2014 17:30
Il conto Ucraina: quanto è disposta l'Europa a sborsare per Kiev?

Il conto Ucraina: quanto è disposta l’Europa a sborsare per Kiev?

KIEV, UCRAINA – Quanto costa l’Ucraina? Quali sono le conseguenze economiche della rivolta di Piazza Maidan che ha disarcionato il governo filorusso di Viktor Yanukovich e del blitz dei militari di Putin che ha di fatto annesso la Crimea alla “grande madre” Russia?

I primi a pagare qualcosa sono le azioni di banche e imprese che fanno affari in Ucraina, in picchiata da Wall Street a Piazza Affari, dove la Ostpolitik costa caro a Unicredit, banca molto attiva nei Paesi dell’ex Patto di Varsavia, il cui titolo ha subito forti vendite in un lunedì in cui gli operatori di borsa hanno tirato le somme del “conto ucraino”.

Nel 1939, sull’orlo del baratro della seconda Guerra Mondiale, francesi e inglesi si chiedevano se erano disposti a “morire per Danzica“. Oggi ci si potrebbe chiedere quanto è disposta l’Europa a “sborsare per Kiev“. L’intervento economico come alternativa più efficace all’intervento militare. C’è chi pensa all’una e all’altra opzione: gli Stati Uniti, per esempio, sarebbero pronti ad inviare in Ucraina soldi e truppe.

Ma la Russia di Putin ha bruciato sul tempo tutti: le sue forze armate sono già in Crimea e l’accordo con il deposto Yanukovich prevedeva un investimento di Mosca in titoli di Stato ucraini pari a 15 miliardi di dollari, oltre a uno sconto pluriennale sulla fornitura di gas. In tutto un pacchetto da 40 miliardi di dollari.

Ora, l’Europa di Angela Merkel, di Hollande, di Cameron, di Van Rompuy, di Barroso e di Draghi è pronta a sborsare 40 miliardi – magari di euro – per far rientrare Kiev sotto l’ombrello di Bruxelles? Dalla crisi dei Balcani a quella della Grecia, la storia recente dell’Unione europea ci dice che la prontezza non è fra le sue virtù.