Corea del Nord, gli obiettivi nucleari nel mirino: Manhattan, Casa Bianca…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2017 19:47 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 19:47
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Kim Jong-un

ROMA – Se la Corea del Nord decidesse di lanciare un attacco nucleare preventivo, avrebbe almeno 15 obiettivi da colpire. Lo stima uno studio condotto da un pool di esperti dell’European Council on Foreign Relations basato su materiale e fonti nordcoreane.

In cima all’elenco ci sono le più grandi città americane, Manhattan, la Casa Bianca e il Pentagono e i maggiori centri di Corea del Sud e Giappone, incluse Seul e Tokyo.

L’elenco del centro studi è dettagliato e riporta le citazioni di fonte nord coreana: 1) territorio statunitense; 2) le più importanti città americane; 3) Manhattan; 4) la Casa Bianca; 5) il Pentagono; 6) le basi Usa nel Pacifico; 7) Guam, alle Hawaii; 8) portaerei nucleari Usa; 9) siti nel teatro sud coreano; 10) installazioni militari americane in Corea del Sud, Osan, Gunsan, Busan; 11) Pyeongtaek, Jungwon, Degu Gyeryongdae (località sud coreane); 12) Seul; 13) la Casa Blue, la residenza presidenziale del Sud e le “altre agenzie governative reazionarie”; 14) basi americane in Giappone e Okinawa; Yosuka, Misawa, Okinawa (località nipponiche); 15) il territorio giapponese nel suo complesso.

L’Ecfr, come del resto hanno sottolineato spesso molti analisti, afferma che la strategia di Kim Jong-un contempla l’uso dell’atomica in chiave difensiva. E la retorica della propaganda ha sempre insistito su questo aspetto. Pyongyang potrebbe lanciare i suoi missili dotati di testate atomiche (quando li avrà messi a punto) nel caso tema di subire un attacco identico da parte dei nemici. Sempre in base alle dichiarazioni ufficiali si tratterebbe di un’azione preventiva.

L’istituto aggiunge che il regime vuole alimentare nel campo avversario i dubbi sulle sue intenzioni, confondere le carte, creare una paratia per non far capire quali saranno le sue mosse. La Corea del Nord è pronta a tutto per difendere la leadership e se dovesse pensare che Washington punta ad una “decapitazione” (spesso evocata negli scenari) ci sarà una risposta dura.

Sempre secondo l’istituto la monarchia rossa non sembra fare troppa distinzione tra bersagli militari e civili, almeno ciò è quanto emerge dalle prese di posizioni dei gerarchi. Inoltre è evidente che il Maresciallo ha investito – e molto – per diversificare il proprio arsenale strategico, che non è negoziabile. Il leader vuole disporre di armi utilizzabili da piattaforme diverse in modo da poter rispondere se gli Stati Uniti dovessero colpire per primi. Da qui lo sviluppo di un sommergibile capace di lanciare un missile a lungo raggio: i lavori su questo progetto sono in corso.