Corea del Nord, Kim Jong-il è morto

Pubblicato il 19 Dicembre 2011 8:22 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2011 12:58

Kim Jong-il (Foto LaPresse)

PYONGYANG – Il leader nordcoreano Kim Jong-il è morto: il “caro leader”, al potere dal 1994 dopo la morte del padre Kim Il-Sung, è stato colpito da un infarto fatale sabato 17 dicembre, ma la notizia è arrivata solo nella prima mattina di lunedì 19, con l’annuncio dato dalla televisione nordcoreana, da una cronista in lacrime. Il figlio Kim Jong-un, terzogenito di 27 anni, erediterà il potere.

Kim Jong-il, 69 anni (o 70 secondo i registri sovietici), era stato colpito ad agosto 2008 da un ictus e, pur tra molteplici voci sullo stato di salute, sembrava essersi ripreso, preparando il passaggio dei poteri al terzogenito Kim Jong-un.

Kim Jong-un, terzogenito del ‘caro leader’ nordcoreano Kim Jong-il, è stato chiamato dall’ agenzia ufficiale del regime, la Kcna, il ”grande successore”, in quello che appare come un esplicito riferimento alla successione dopo l’invito a unirsi intorno al ”nuovo leader”.  Kim Jong-un è ”il grande successore della causa rivoluzionaria dell’ideologia Juche e del nostro partito, esercito e popolo”.

I funerali solenni di Kim Jong-il si terranno a Pyongyang il 28 dicembre prossimo, con il ‘delfino’ Kim Jong-un a capo del comitato per i funerali. ”Pyongyang è una città paralizzata a causa dello choc seguito alla notizia della scomparsa di Kim Jong-il”. L’annuncio tv, ”fatto oggi alle ore 12.00 locali” (le 4.00 in Italia), ha escluso ”l’invito di delegazioni straniere ai funerali”.

Secondo la tv della Corea del Sud Ynt, la Corea del Nord ha effettuato questa mattina test di missili a corto raggio nelle acque del orientali del mar del Giappone. Fonti del governo di Seul hanno confermato l’intera vicenda, secondo l’agenzia Yonhap. La conferma del test balistico è arrivata a poche ore dall’annuncio da parte della tv nordcoreana del decesso del ‘caro leader’ Kim Jong-il.  Il funzionario del governo di Seul, ha riferito la Yonhap, ha confermato l’episodio precisando ”di non ritenere possa esserci un collegamento tra il test e la morte del leader”.

Le reazioni internazionali. In seguito all’annuncio della morte del “caro leader” la Corea del Sud ha deciso lo stato di massima allerta delle forze armate. Secondo l’agenzia Yonhap la Blue House, la presidenza sudcoreana, ha convocato ”d’urgenza” il Consiglio di sicurezza nazionale.

Riunione d’emergenza anche per il governo giapponese: il premier Yoshihiko Noda, secondo i media nipponici, ha disposto di tenere contatti ”serrati”’ con Usa, Cina e Corea del Sud sulla vicenda, oltre che ad avviare ogni preparativo ”per fronteggiare” gli scenari possibili. Secondo quanto ha assicurato il ministro della Difesa Yasuo Ichikawa, il Giappone farà tutto il possibile per osservare con attenzione massima gli sviluppi in Corea del Nord dopo la scomparsa del ‘caro leader’ Kim Jong-il. Ichikawa ha anche detto di aver ”dato istruzioni al ministero per fare tutto il necessario per mettere a punto un monitoraggio” sugli sviluppi possibili in Corea del Nord.

Il presidente americano Barack Obama è stato informato che il presidente nordcoreano Kim Jong-il è morto e il governo Usa sta monitorando la situazione. I funzionari americani sono in stretto contatto con gli alleati della Corea del Sud e del Giappone, secondo quanto ha aggiunto la Casa Bianca. “Noi rimaniamo impegnati alla stabilità della penisola coreana e alla libertà e sicurezza dei nostri alleati”, ha detto il portavoce Jay Carney in un comunicato.

Il presidente degli Stati Uniti ha avuto un colloquio telefonico con il capo di Stato sudcoreano, Lee Myung-bak, dopo l’annuncio della morte del ‘caro leader’ nordcoreano Kim Jong-il. Obama ha ”riaffermato la forza dell’impegno degli Stati Uniti per assicurare la stabilità della penisola coreana e la sicurezza del nostro alleato, la Repubblica coreana” del Sud.

La Cina ha espresso ”dolore” e presentato le proprie ”condoglianze” al popolo nordcoreano per la morte di Kim Jong-il. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu, in una dichiarazione riportata dall’agenzia Nuova Cina.  ”Siamo scioccati di sapere – ha detto il portavoce del ministero degli esteri – che il leader della Corea del Nord e compagno Kim Jong-Il è mancato ed esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa a tutto il popolo della Corea del Nord”.

Corea del Sud e Russia concordano sulla necessità di una ”stretta collaborazione” per garantire la pace e la stabilità nella penisola coreana dopo la morte del ‘caro leader’ nordcoreano Kim Jong-il. Mosca auspica che la morte del ‘caro leader’ non abbia conseguenze sulle relazioni amichevoli tra Russia e Corea del Nord. ”La Corea del nord è un nostro vicino, con cui abbiamo buoni rapporti di amicizia, e naturalmente noi speriamo che questa perdita che ha colpito il popolo nordcoreano non abbia effetto sul futuro sviluppo dei nostri rapporti di amicizia”, ha dichiarato il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Itar-Tass.

Il “caro leader”. Kim Jong-il, ovvero l’uomo che in nome della dottrina ‘Songun’ (i militari prima di tutto) ha sfidato il mondo intero con la minaccia dei suoi armamenti atomici, era noto per i suoi eccessi (vita all’insegna del lusso malgrado un popolo ridotto alla fame) e la passione per i film di Hollywood, esempio ‘amato’ dell’odiato imperialismo americano.

Molti analisti, alla presa del potere, ipotizzarono una ‘breve’ leadership, ma l’opzione ‘Songun’ si rivelò l’arma per rafforzare il controllo dello Stato a scapito di un’economia andata peggiorando con la fine della Guerra Fredda e la perdita dei partner e alleati commerciali tradizionali.

Le carestie della fine degli anni ’90 sono costate la vita a milioni di persone, mentre i piani militari sono andati avanti, a pieno regime. Dopo la parentesi della politica del ‘raggio di sole’ con la Corea del Sud con cui c’è formalmente solo un accordo di armistizio dopo la Guerra del 1950-53, il ‘caro leader’ sintetizzò al meglio la sua politica incontrando a Pyongyang nel 2000 l’allora segretario di Stato Usa, Madeleine Albright: ”Se non c’è confronto, non c’è alcun significato nelle armi”.

Detto fatto: il primo test atomico è del 2006 (con le successive sanzioni Onu) e il secondo è del 2009, più diversi test balistici. Gli scontri con Seul, l’affondamento della corvetta Cheonan e i colpi di artiglieria sull’isola sudcoreana, sono stati un ulteriore passo per ‘alzare il prezzo’ al tavolo negoziale a Sei (che unisce Usa, Russia, Cina, Giappone e le due Coree), in stallo da dicembre 2008.

Infine, dopo l’ictus di agosto 2008, la preparazione per la successione al vertice del regime, con la scelta del terzogenito Kim Jong-un, e le fitte trattative con l’ultimo alleato rimasto, la Cina, per garantire un ‘sicuro’ passaggio dei poteri.

Reazioni in Borsa. La Borsa di Seul segna un tonfo in chiusura del 3,43 per cento, scontando l’effetto della morte del ‘caro leader’ nordcoreano Kim Jong-il e le vendite innescate dagli investitori stranieri. L’indice Kospi, precipitato a un minimo di -4,86 per cento, recupera nel finale fino a quota 1.776,93, in calo di 63,03 punti.