Coree, accordo firmato tra Moon e Kim Jong-un: tensioni in calo sul nucleare

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2018 14:16 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 14:16
Coree, Moon e Kim Jong-un firmano l'accordo per arrivare alla denuclearizzazione della penisola

Coree, Moon e Kim Jong-un firmano l’accordo per arrivare alla denuclearizzazione della penisola (Foto Ansa)

PYONGYANG – Corea del Nord e Corea del Sud hanno firmato l’accordo che prevede la denuclearizzazione della penisola, attraverso la chiusura “permanente” della sito di processamento dell‘uranio di Yongbyon. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong-un hanno confermato di aver raggiunto l’intesa su una “penisola libera da armi nucleari e minacce”, con l’avanzamento dei rapporti intercoreani, verso una “nuova era di pace e prosperità”.

Moon e Kim si sono incontrati alla Paekwawon State Guesthouse di Pyongyang, luogo dedicato ai colloqui bilaterali. La cerimonia è stata trasmessa in diretta tv.

 

Quello che si sta tenendo in questi giorni è il terzo summit intercoreano di quest’anno. Il clima molto positivo tra Pyongyang e Seul ha gettato le basi per un primo esame dell’impegnativa agenda in programma: con il processo di denuclearizzazione e il dialogo con Usa in fase di stallo, Moon è tornato a indossare i panni del mediatore dopo aver forzato la mano al presidente Usa Donald Trump per colloqui diretti con Kim, sfociati nel summit del 12 giugno di Singapore.

Il “supremo leader” deve superare le resistenze Usa per rompere l’assedio delle sanzioni internazionali. Moon si è presentato a Pyongyang insieme ai vertici delle grandi conglomerate sudcoreane (da Samsung a Hyundai ed LG), veicolando il messaggio che col miglioramento dei rapporti si aprono nuove opportunità di investimenti e sviluppo. La delegazione sudcoreana ha incontrato il vicepremier Ri Ryong-nam che ha in carico gli affari economici. Le first lady delle due Coree hanno visitato l’ospedale per bambini Okyru e l’Università della musica Kim Won-gyun. Insomma: un summit tra capi di Stato come tanti, all’apparenza. Sembrano lontani ormai i giorni in cui la Corea del Nord veniva additata come uno dei Paesi dell’asse del male.

L’accordo è stato accolto favorevolmente anche dal Giappone. “Quello che è importante è che gli accordi raggiunti durante il summit di Singapore, tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un, siano rispettati e messi in funzione in maniera rapida”, ha detto il capo di Gabinetto nipponico Yoshihide Suga. “Tokyo, da parte sua, continuerà a coordinarsi a stretto contatto con le diplomazie di Washington e Seul”, ha aggiunto Suga. Alla domanda se il presidente sudcoreano Moon Jae In avesse inoltrato a Kim Jong Un una proposta per avviare negoziati diretti con il premier Shinzo Abe, Suga ha risposto che Tokyo fino ad ora ha ricevuto “numerose informazioni”.