Coronavirus, Garry Kasparov: “Putin usa la pandemia contro l’Occidente”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2020 11:44 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2020 11:44
Coronavirus, Garry Kasparov: "Putin usa la pandemia contro l'Occidente"

Coronavirus, Garry Kasparov (nella foto): “Putin usa la pandemia contro l’Occidente”

NEW YORK –  “Vladimir Putin usa la pandemia contro l’Occidente”. L’accusa, già del resto rilanciata in rete dai soliti complottisti, arriva dall’ex campione di scacchi Garry Kasparov. 

“La pandemia globale sta purtroppo aiutando i dittatori in varie parti del mondo a ridurre i diritti e democrazia e al tempo stesso a esportare il massimo dell’instabilità possibile nel mondo libero”, ha detto Gasparov in un’intervista a La Stampa. 

L’ex scacchista, che dal 2015 vive a New York, sostiene che l’ultima riforma costituzionale varata dal presidente russo è “l’ultimo stadio” del suo governo “con poteri illimitati e senza limiti temporali” propri dei “regimi dittatoriali” che “anche con l’uso spregiudicato della rete e delle fake news inondano l’Occidente di messaggi per mettere in dubbio l’efficacia dei sistemi democratici nel contrasto della pandemia”. “Il leit motiv è sempre lo stesso”, dice l’ex campione di scacchi: “I sistemi democratici non sono in grado di proteggervi”.

Quanto all’attacco della Russia dei giorni scorsi al quotidiano torinese, che ha espresso dubbi sulle reali intenzioni e sulla vera natura degli aiuti sanitari russi all’Italia, Kasparov dice che “quella è stata un’operazione militare e di intelligence, non certo un aiuto umanitario”, “gestita dall’esercito e dall’intelligence”. 

Secondo Kasparov con questa “operazione” Putin raggiunge due obiettivi: “Vincere una campagna di pubbliche relazioni, mandando un messaggio di sostegno all’Italia, e al tempo stesso installare la propria intelligence sul terreno di un Paese Nato affrontando la crisi globale del coronavirus come una ‘guerra ibrida’” ed “esportando instabilità in un momento di grande difficoltà per l’Occidente”. Tentando così “di distruggere la fiducia diffusa nel libero mercato e nelle società aperte fra le due sponde dell’Atlantico”. (Fonti: La Stampa, Agi)