Coronavirus e laboratorio di Wuhan, i documenti che scagionano pipistrelli e pangolini: atto finale di Trump

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 Gennaio 2021 13:12 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2021 13:12
Coronavirus, il bollettino del 19 gennaio: 10.497 nuovi casi, 603 morti. Tasso positività scende 4,1%

Coronavirus, il bollettino del 19 gennaio: 10.497 nuovi casi, 603 morti. Tasso positività scende al 4,1% (foto Ansa)

L’America, come atto finale dell’amministrazione Trump, è pronta a presentare nuove prove che il Coronavirus sia uscito da un laboratorio di Wuhan.

A Washington alcuni funzionari di spicco affermano che il segretario di Stato uscente Mike Pompeo è pronto a fare un “intervento esplosivo”.

Sostengono che rivelerà le prove che SARS-CoV-2 non è stato trasmesso all’uomo da pipistrelli, pangolini o altre specie di animali.

Coronavirus dal laboratorio di Wuhan: le prove degli americani

Affermerà invece che è stato sviluppato da scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan, dove per anni esperti cinesi e stranieri ne hanno denunciato la scarsa biosicurezza.

Il Ministero degli Esteri britannico e le fonti della sicurezza hanno confermato che si aspettavano queste affermazioni da Washington. Ma le hanno respinte in anticipo, spiegando che “tutte le prove scientifiche credibili non indicano che il virus sia uscito dal laboratorio”.

E aggiunto che “la visione consolidata della comunità dell’intelligence statunitense indica che la pandemia è di origine naturale”.

Boris Johnson e la teoria dei pangolini del mercato di Wuhan

Boris Johnson ha sostenuto la teoria secondo cui il virus ha infettato per la prima volta gli esseri umani al mercato di Wuhan, dove i pangolini erano tra le specie vive in vendita.

Ma Pompeo citerà anche gli stretti legami tra il laboratorio e l’Esercito popolare di liberazione.

Sottolineerà che il settore “P4” di massima sicurezza ha sempre avuto un “duplice uso”, militare e civile.

Le accuse anche all’Oms

Il segretario di Stato uscente, scrive il Daily Mail, dovrebbe inoltre accusare l’Organizzazione mondiale della sanità di aver contribuito a un insabbiamento, rifiutando di sondare il possibile ruolo del laboratorio.

Il team di dieci persone incaricato di indagare sulle origini della pandemia domani arriverà a Wuhan, ma nel mandato ufficiale non si fa menzione del laboratorio.

Un portavoce dell’OMS riguardo all’indagine ha affermato:”Seguiremo la scienza”.

L’ex segretario per la Brexit David Davis ha affermato che è “vitale” che il team dell’OMS indaghi sul laboratorio come la possibile origine della pandemia.

“Non sappiamo se questo virus sia naturale o creato artificialmente, e se provenga dal laboratorio, se si è trattato di un incidente o intenzionale. Sarebbe immorale e sciocco consentire qualsiasi tipo di insabbiamento.

“Se dovesse emergere che il virus proviene dal laboratorio, la Cina diventerà la reietta del mondo”.

Nel 2018, i funzionari statunitensi hanno visitato il laboratorio di Wuhan e avvertito di “una grave carenza di tecnici e ricercatori formati in modo adeguato”. 

I rapporti cinesi rivelano che nel 2019 i leader comunisti locali hanno segnalato una gestione lassista riguardante anche la bio-sicurezza.

A gennaio dello scorso anno, quando la pandemia stava già iniziando a imperversare, furono emanate nuove linee guida sulla sicurezza. (Fonte: Daily Mail)