Economia

Crisi Giappone. Esperto: “Voto anticipato al 2012? Soluzione più che praticabile”

Naoto Kan

L’ottimismo, almeno sul breve non c’è, e ”l’ipotesi di voto generale in Giappone anticipato al 2012 appare come la soluzione più che praticabile”. Gerald Curtis, professore della Columbia University e tra i massimi esperti delle vicende nipponiche, non ha dubbi sull’esito delle elezioni di rinnovo parziale del Senato: ”Da domenica la confusione è destinata ad aumentare”.

I Democratici (DpJ), osserva Curtis conversando al termine di un incontro a Tokyo, hanno perso la maggioranza nel ramo più debole della Dieta, ma ”nessun partito di opposizione vorrà saltare su una barca che affonda quando c’è l’interesse ad aumentare le sue difficoltà. Lo scenario  è di stallo e paralisi”, malgrado il controllo della potente Camera Alta, di fronte a problemi come i rapporti con gli Usa per la base di Futemma, il risanamento dei conti e il rilancio dell’economia.

Il premier Naoto Kan ha mancato la scommessa e perso il Senato, fallendo di 10 seggi pure il target a ”quota 54 o anche di più”, ribadito con convinzione fino a poche ore dal voto. ”Non è che agli elettori non interessi la forte leadership, ma è che non ci sono i leader forti che gli elettori vogliono, e non è giusto parlare di vittoria dei Liberaldemocratici, ma di sconfitta del DpJ”, ha osservato Curtis nell’incontro, in merito alla debacle del partito che è al potere da soli 10 mesi.

Eppure, il professore ha anche affermato che ”un governo di minoranza” in una parte del Parlamento puoò portare ”sviluppi positivi” nella politica giapponese, in quanto può trasformare la Dieta ”in un centro del processo decisionale” piuttosto che di semplice ratifica di misure prese dall’esecutivo. ”Per evitare la paralisi totale, il DpJ deve lavorare ad accordi con le opposizioni su specifici atti legislativi: vuole dire che l’iniziativa partirà dal Consiglio dei ministri e sarà  rivisto dai comitati della Dieta”, ha detto.

Kan, invece, ”sopravviverà agli attacchi” dell’eminenza grigia Ichiro Ozawa (inviso a più dei due terzi del partito), ”ma in posizione debole”, alle prese con i tentativi di compromessi con l’opposizione per i provvedimenti più delicati. Il suo insuccesso, più che il nodo del rialzo delle tasse, è da attribuire ”all’incapacità di essere chiari fino a metterci la faccia nel presentarsi al pubblico”, come invece fatto dal presidente Usa Barack Obama sulla riforma sanitaria, e far ”valere le proprie ragioni, convincere l’elettorato”.

Per il momento, Kan vuole rinviare a settembre rimpasto di governo e convocazione della sessione straordinaria della Dieta, fino alle elezioni presidenziali del partito, per scongiurare la ripresa delle faide interne dopo la sconfitta.

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