La crisi in Libia contagia Piazza Affari: tremano Eni e Unicredit

Pubblicato il 21 Febbraio 2011 18:20 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2011 18:33

MILANO – E’ stato un lunedì nero per Piazza Affari contagiata dalla crisi in Libia. Gli indici della Borsa di Milano, dove sono quotate aziende del calibro dell’Eni, UniCredit e Impregilo, particolarmente esposte verso il regime del Colonnello Gheddafi, hanno risentito piu’ degli altri listini europei dello stato di agitazione che sta colpendo in queste ore Tripoli. L’indice Ftse Mib ha perso il 3,59% a 22.230 punti e il Ftse All Share il 3,48% a 22.817 punti.

EFFETTO TRIPOLI MANDA AL TAPPETO UNICREDIT E ENI. Maglia nera del listino principale di Piazza Affari è stata Impregilo (-6,1% a 2,31 euro) che, alla pari dell’Eni (-5,12% a 17,43 euro), ha avviato le procedure di rimpatrio dei dipendenti. Male inoltre UniCredit (-5,75% a 1,86 euro), con i libici che sono primi azionisti della banca con una quota che supera il 7 per cento.

”Seguiamo con attenzione” l’evolversi delle tensioni in Libia ”perché ovviamente è una situazione difficile, pero’ non siamo preoccupati per il gruppo”. Cosi’ l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni A proposito della partecipazione di peso di Tripoli in Piazza Cordusio il banchiere ha poi ribadito: ”non siamo preoccupati”. A Ghizzoni è stato poi chiesto se avesse sentito Farhat Omar Bengdara, Governatore della Central Bank of Lybia e socia con 4,98%: ”No, tutto traquillo”, ha replicato. Quanto al recente via libera all’apertura di una filiale in Libia il banchiere ha detto: ”eravamo solo all’inizio dell’investimento, quindi al momento non abbiamo un’operativita’ nel Paese”.