“La Kirchner voleva impedire l’elezione di papa Bergoglio con un falso dossier”

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 18 Marzo 2013 20:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2013 20:43

BUENOS AIRES – Un dossier partito dall’Argentina per sabotare l’elezione a Papa di Jorge Mario Bergoglio: la notizia è rilanciata da El Clarìn, il più grande quotidiano argentino, ma lo scoop è del giornale El Cronista. Il dossier, scritto in spagnolo, sarebbe stato un tentativo della presidenza di Cristina Kirchner di inquinare l’immagine dell’attuale papa Francesco agli occhi degli altri cardinali che avrebbero dovuto votarlo in conclave.

La relazione è stata consegnata ai cardinali con l’intenzione di screditare Bergoglio gettando sulla sua figura l’ombra di una complicità con la dittatura argentina.

In questa operazione ha giocato un ruolo decisivo un diplomatico con un cognome che ha fatto la storia del peronismo. Tutti i retroscena del dossier anti Bergoglio sono stati rivelati dal quotidiano argentino El Cronista, in un articolo di Román Lejtman, che cita fonti interne al Vaticano.

Secondo l’articolo di Lejtman: “Il dossier era costruito sulle inchieste condotte dal giornalista Horacio Verbitsky, anche se in tribunale la giustizia federale nel caso Esma decise di non rinviare nemmeno a giudizio Bergoglio per mancanza di prove”.

Sempre Lejtman scrive che “in Vaticano assicurano che il falso dossier contro Bergoglio era stato preparato da un diplomatico con un cognome storico nella storia del peronismo, maneggiato da un parlamentare argentino legato alle organizzazioni per i Diritti Umani e fatta arrivare agli elettori del futuro Papa da un cardinale che conosce bene le divergenze fra Francesco e la presidente Cristina Kirchner”. E qual è il cardinale può conoscere bene quello che succede in Argentina? Uno solo era il connazionale di Bergoglio in conclave: il “curiale” Leonardo Sandri.

L’operazione non ha raggiunto il suo intento, come sappiamo, e Bergoglio è diventato Papa Francesco. Ma forse spiega come mai, a pochi minuti dalla sua elezione, il web era già inondato di articoli in cui si dimostrava che il successore di Benedetto XVI aveva molti scheletri nell’armadio.

Papa Francesco e la presidente Kirchner hanno pranzato assieme in Vaticano e si sono mostrati sorridenti davanti ai fotografi. Ma quando Bergoglio era un “semplice” arcivescovo di Buenos Aires, riferisce El Clarìn, la Kirchner aveva rifiutato per ben 14 volte di incontrarlo.

Per completezza, bisogna dire anche che fra la Kirchner e El Clarìn c’è una guerra in atto che fa impallidire quella che è andata avanti per due decenni fra Repubblica e Berlusconi.