Per le “dame bianche” la liberazione dei prigionieri politici è un esilio: Cuba come Plaza de Mayo?

Pubblicato il 24 luglio 2010 7:00 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010 22:14

Cuba, le "dame bianche" protestano

È un ”esilio”: così la leader del gruppo oppositore “Damas de blanco” Laura Pollan, ha definito qualche giorno fa la partenza in Spagna degli 11 prigionieri politici cubani usciti dal carcere e subito trasferiti a Madrid insieme ai propri familiari. ”Secondo noi è un esilio, perché vanno dalla prigione all’aeroporto” ha sottolineato la Pollan incontrando la stampa, precisando che le “Damas” intendono continuare a protestare ”finché ci sarà anche un solo prigioniero” politico nell’isola.

Ai prigionieri che sono stati liberati, le autorità non hanno infatti dato ”nemmeno 24 ore di tempo” per salutare i familiari hanno accusato le “Damas”, gruppo illegale integrato da mogli e familiari dei 75 arrestati nel 2003 e condannati a pene diverse dall’Avana.

Dopo l’annuncio fatto dal governo di Raul Castro del graduale rilascio di un gruppo di 52 prigionieri politici, le “Damas” si sono divise, tra chi ritiene necessario sciogliere il gruppo oppositore e chi invece, come la Pollan, intende proseguire le manifestazioni contro L’Avana.  Queste donne ricordano le Madri di Plaza de Mayo, l’associazione formata dalle madri dei desaparecidos, ossia i dissidenti scomparsi durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983.

Dittature di colore diverso, ma per le madri cosa cambia?