Datagate, 70 mln telefonate spiate in Francia: Obama chiama Hollande

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Ottobre 2013 1:16 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2013 1:16
Francois Hollande (LaPresse)

Francois Hollande (LaPresse)

PARIGI – Si allarga lo scandalo legato alle attività di spionaggio degli Stati Uniti: il quotidiano Le Monde ha svelato in un’inchiesta, che milioni di dati telefonici sono stati intercettati in Francia.

Per evitare di inasprire gli animi con l’alleato francese, Barack Obama ha chiamato al telefono il presidente francese Francois Hollande assicurando piena amicizia e voglia di proseguire il confronto diplomatico malgrado le tensioni per il programma di sorveglianza Nsa. La Casa Bianca che ha reso noto della telefonata, nelle dichiarazioni ufficiali ha minimizzato: Washington si procura dati all’estero “come tutti gli altri Paesi”, dice una portavoce della presidenza Usa, Caitlin Hayden, commentando gli scoop del quotidiano francese Le Monde e del settimanale tedesco Der Spiegel.

Ma il segretario di Stato John Kerry, in visita a Parigi, ha assicurato: “La Francia è uno dei nostri più vecchi alleati e ho personalmente una stretta relazione di lavoro con Laurent Fabius. Avremo discussioni bilaterali su questo tema”.

Il presidente francese Francois Hollande però, come ha spiegato l’Eliseo in una nota, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente americano ha espresso “profondo biasimo” e “disapprovazione” per le attività di spionaggio dell’intelligence americana in Francia.

Nel corso del colloquio con Obama, si legge nella nota, “Hollande ha espresso il suo profondo biasimo rispetto a queste pratiche inaccettabili fra alleati e amici, che oltraggiano la vita privata dei cittadini francesi. Ha chiesto che tutte le spiegazioni necessarie vengano fornite, come anche l’insieme delle informazioni di cui potrebbe disporre l’ex consulente della NSA, Edward Snowden”.

“I due capi dello stato – si prosegue nella nota – sono d’accordo per lavorare insieme al fine di stabilire i fatti e la portata esatta delle attività di sorveglianza rivelate” dal quotidiano Le Monde.

Entrambi “hanno sottolineato che le operazioni di raccolta delle informazioni devono essere regolamentate, in particolare, in un quadro bilaterale, per servire efficacemente l’unica lotta che valga la pena di essere combattuta, vale a dire la lotta contro il terrorismo”. “I due presidenti – conclude l’Eliseo – hanno convenuto che i servizi di intelligence francesi e americani coopereranno insieme a questo scopo”. .

Quanto accaduto, è solo l’ultimo capitolo della lunga serie di rivelazioni firmate Edward Snowden, l’ex consulente della NSA – la National security agency americana -, che sembra aver allungato le sue orecchie indiscrete ai quattro angoli del pianeta. La mattina del 21 ottobre, Parigi ha convocato d’urgenza l’ambasciatore americano.

”Sono profondamente scioccato”, ha tuonato il premier di Parigi, Jean-Marc Ayrault. ”E’ inverosimile che un Paese alleato come gli Stati Uniti possa spingersi fino al punto di spiare così tante comunicazioni private che non hanno alcuna giustificazione strategica o di difesa nazionale”, ha aggiunto Ayrault, chiedendo a Washington ”risposte chiare, che giustifichino i motivi per cui si e’ fatto ricorso a queste pratiche, e soprattutto la creazione di condizioni di trasparenza per porvi fine”.

Su un periodo di trenta giorni, dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013, la NSA avrebbe effettuato, nella sola Francia, 70,3 milioni di registrazioni di dati telefonici, rivela il quotidiano Le Monde, citando i documenti di Snowden. Una notizia che ha spinto le autorità transalpine a convocare, per la seconda volta in pochi mesi – e sempre per lo stesso motivo – l’ambasciatore Usa, Charles Rivkin. ”Gli abbiamo ricordato che questi tipi di pratiche tra partner è completamente inaccettabile e che vogliamo avere la garanzia che non abbiano piu’ luogo”, ha riferito Alexandre Giorgini, vicedirettore dell’ufficio stampa del Quai d’Orsay. La Francia ”ha chiesto che (gli Usa,ndr.) forniscano nel più breve tempo possibile una risposta concreta alle nostre preoccupazioni”, ha aggiunto.

Della questione Kerry e Fabius parleranno oggi 22 ottobre nel corso di un colloquio a Parigi, prima di spostarsi insieme a Londra per una riunione degli amici della Siria. Da Lussemburgo, dove si trovava per il Consiglio Esteri dell’Ue, il ministro francese ha detto che chiederà ”in modo estremamente rapido dei chiarimenti, delle spiegazioni, delle giustificazioni” al suo omologo Usa. Mentre il presidente Francois Hollande, nel prossimo vertice del 24 e 25 ottobre a Bruxelles, proporrà ”un regolamento sulla protezione dei dati personali”.

In una nota, l’ambasciatore americano a Parigi spiega che ”gli Usa hanno cominciato a rivedere il modo in cui raccolgono le informazioni per trovare un equilibrio tra le legittime esigenze di sicurezza dei loro cittadini e dei loro alleati e le esigenze legate al rispetto della privacy di ogni cittadino”.