Delfini e leoni marini da combattimento: l’arma acquatica di Usa e Russia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 maggio 2018 11:29 | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2018 11:29
Delfini e leoni marini da combattimento: l'arma acquatica di Usa e Russia

Delfini e leoni marini da combattimento: l’arma acquatica di Usa e Russia (Foto Ansa)

MOSCA – Delfini e leoni marini da combattimento difendono da sub nemici Russia e Stati Uniti. I particolari mammiferi sono utilizzati da decenni nelle Marine dei due Paesi.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play]  Sono considerati superiori a qualsiasi tecnologia nell’individuare mine o sub in mare, grazie ai loro sonar, all’eccellente visione a bassa luminosità e ad un udito direzionale subacqueo che permette di localizzare bersagli sottomarini, anche in acque scure o torbide.

La loro presenza è tornata alla ribalta delle cronache dopo l’annuncio, da parte dell’inviato speciale della presidenza ucraina per la Crimea Boris Babin, della morte dei delfini da combattimento ucraini presenti nell‘acquario di Sebastopoli che è stato inglobato dalla Marina russa nel marzo del 2014, dopo il discusso ricongiungimento della penisola con la Federazione russa.

Secondo Kiev i delfini si sarebbero rifiutati di obbedire ai nuovi istruttori russi, negandosi anche il cibo, e sarebbero morti in poco tempo. Ben diversa la versione russa, che parla di “mancanza di fondi per il sostentamento degli animali”, che sarebbero stati quindi venduti in strutture private, dove sarebbero stati utilizzati solo per eventi di natura commerciale, e quindi non più addestrati per le operazioni militari.

Ma ad avere delfini da combattimento non è solo la Russia. Come spiega un dettagliato articolo del Giornale a firma di Franco Iacch, infatti, nel mondo oltre all’acquario di Sebastopoli esiste anche un altra struttura simile, l’acquario della Us Navy di San Diego, in California, che fa parte del programma Marine Mammal Program. I suoi delfini difendono, tra l’altro, la base navale Kitsap, a 20 miglia da Seattle.

L’analista militare Iacch spiega i due programmi nei dettagli:

IL COMBAT DOLPHIN PROGRAM DI SEBASTOPOLI – Secondo il sito ufficiale della Marina ucraina, il Combat Dolphin Program della Marina sovietica risale al 1960. Gli animali sono stati addestrati sia per rilevare attrezzature militari sul fondo del mare, sia per attaccare sub nemici. Nel 1980 l’addestramento ha incluso operazioni anti-sabotaggio e soccorso. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’intera sezione di addestramento dei delfini ed i suoi specialisti sono passati alla Marina ucraina. Sono stati poi utilizzati per compiti civili (come il trattamento di alcune patologie neurologiche infantili) al fine di mantenere intatta l’unità. Nel 2011 il Ministero della Difesa ucraino decise di riprendere il Combat Dolphin Program. Tuttavia tre anni dopo, il 13 febbraio del 2014, Kiev annunciò la chiusura del programma per carenza di fondi e la vendita degli animali agli acquari del pianeta entro un mese. L’annessione russa della penisola ha stravolto tali piani, inglobando strutture ed animali nella Marina russa. Il 12 marzo del 2016 sul sito ufficiale del Ministero della Difesa russo venne pubblicato un annuncio per l’acquisizione di cinque delfini, tre maschi e due femmine.

IL MARINE MAMMAL PROGRAM DELLA US NAVY – Dal 1959 la Marina statunitense addestra delfini e leoni marini per diverse tipologie di missioni: sorveglianza dei porti, sminamento e recupero apparecchiature. Il programma è stato declassificato nel 1990. La US Navy utilizza cinque squadre di mammiferi marini, ognuna con uno specifico profilo di missione. Ogni team, formato da un uomo e da un animale è conosciuto in gergo con l’acronimo MK seguito da un numero. Le squadre MK 4,7 e 8 utilizzano esclusivamente delfini. La squadra MK 5 utilizza leoni marini mentre la MK 6 utilizza entrambi i mammiferi. I team possono essere dispiegati con un preavviso massimo di 72 ore in tutto il mondo. I delfini sono stati utilizzati in Vietnam per dieci anni, e nel 2003 nel golfo Persico. La base sottomarina Bangor su Hood Canal, 20 miglia a nord ovest di Seattle, è protetta da delfini. Nella nota ufficiale della Marina USA si conferma l’utilizzo dei delfini a difesa delle acque intorno alla base dal maggio del 2010. Prima di allora era utilizzata una squadra di leoni marini addestrati per individuare nuotatori indesiderati.